Raid notturni nei porti di Tripoli, Homs e Sirte: dopo la flotta aerea, altro duro colpo alle forze di Gheddafi Nella nottata di ieri è stato inflitto un duro colpo agli armamenti di Muammar Gheddafi. La Nato ha comunicato di aver affondato otto navi da guerra appartenenti alle forze del leader libico durante una serie di raid aerei notturni dell’Alleanza sui porti libici. “Tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare e direttamente collegati agli attacchi sistematici perpetuati dal regime di Gheddafi contro il popolo libico”, ha dichiarato il contrammiraglio Russel Harding, vice comandante dell’operazione Unified Protector. “Dato il crescente ricorso a mezzi navali, la Nato non aveva altra scelta che agire con decisione per proteggere la popolazione civile della Libia e le forze Nato in mare”, ha aggiunto.

“Nelle ultime due settimane – prosegue la Nato – abbiamo assistito a una posa di mine indiscriminata e all’uso crescente della forza da parte dei governativi. Ciò ha interrotto il flusso sicuro di assistenza umanitaria disperatamente necessaria e ha posto le forze Nato a rischio. Questo sviluppo delle tattiche delle forze pro-Gheddafi hanno dimostrato un chiaro intento di attaccare l’Alleanza”. Tutte le navi colpite ”erano navi da guerra con nessuna utilità civile”, ha concluso il contrammiraglio Harding. Le otto navi, specifica la nota della Nato, sono state affondate nell’ambito di attacchi coordinati nei tre porti di Tripoli, Homs e Sirte.

Nell’operazione militare “stiamo facendo progressi continui e tangibili, stiamo guidando l’iniziativa e stiamo guadagnando slancio” ha detto in un briefing a Bruxelles Carmen Romero, vice portavoce della Nato, secondo cui “gli attacchi delle forze di Gheddafi sono sempre più disperati e il senso di isolamento del regime sta aumentando”. La tv libica invece ha trasmesso ieri immagini del colonnello Gheddafi mentre incontra un suo inviato. Il rais e’ stato mostrato mentre riceveva un suo emissario che martedi’ scorso era in missione a Mosca.

Nel frattempo, in un’intervista alla Cbs, il segretario di stato Usa Hillary Clinton ha dichiarato che la pressione internazionale sul regime libico consente “progressi lenti, ma costanti”. “La pressione – ha precisato – si è accresciuta al punto che la moglie e la figlia di Gheddafi sono fuggite verso la Tunisia nelle ultime 48 ore”. “Anche il ministro del petrolio ha defezionato”, ha aggiunto ancora.

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