Il presidente auspica “2 Stati per Israele e Palestina, con i confini del ’67”. “Daremo aiuti ma stop alle violenze” Barack Obama traccia la linea per una svolta in Medioriente. “Il cambiamento non può essere negato e con la non violenza i manifestanti hanno ottenuto più cambiamenti che i terroristi in decenni”. Così il presidente americano Barack Obama ha descritto gli ultimi sviluppi delle rivolte arabe, stigmatizzando le dure risposte dei raìs. “Due leader hanno già lasciato – ha aggiunto, riferendosi a Tunisia e Egitto -. Altri seguiranno”.

“Il futuro degli Usa è legato al Medio Oriente e a quello che sta succedendo nella regione nordafricana”, ha proseguito Barack Obama nel suo atteso discorso rivolto al mondo arabo. “Abbiamo chiesto a Fmi e Banca mondiale – ha annunciato l’inquilino della Casa Bianca – un piano di aiuti per Egitto e Tunisia che verrà presentato la settimana prossima al G8 di Deauville”. “Anche l’Opec – ha assicurato – aiuterà questa iniziativa” che, tra l’altro, prevede anche “fondi imprenditoriali di investimento nei due paesi”. Egitto e Tunisia saranno inoltre aiutati a recuperare gli asset perduti. Gli eventi degli ultimi sei mesi, secondo Obama, “dimostrano che le strategie della repressione non funzionano e il cambiamento non può essere rifiutato”.

Per questo il presidente americano ha esortato il governo e l’opposizione del Bahrein ad un “dialogo reale”, ha invitato il presidente siriano Bashar Assad a fare le riforme promesse o a lasciare il potere, e ha previsto che Muammar Gheddafi “alla fine se ne andrà”, perché “il tempo sta giocando contro di lui.

Ma, il presidente americano, che domani incontrerà alla casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ha lanciato anche un monito a israeliani e palestinesi, esortandoli a basarsi sui confini stabiliti nel 1967. .

“La nostra amicizia con Israele ha radici profonde, il nostro impegno per la sua sicurezza è forte e continueremo a difendere il Paese anche dalle critiche che riceve nei forum internazionali. Proprio a causa e grazie alla nostra amicizia, è importante dire la verità: Israele deve agire per mettere a punto una pace duratura perché lo status quo non è sostenibile”, ha aggiunto Obama durante il suo intervento.

“Per israeliani e palestinesi è tempo che vi siano due Stati per due popoli, capaci di vivere uno fianco all’altro in pace e sicurezza”, ha aggiunto, precisando che è tempo di prendere in considerazione i confini dei due Stati. “I negoziati devono ricominciare dai confini del 1967”, ha concluso.

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha dichiarato di apprezzare l’impegno per la pace espresso nel discorso del presidente Usa Barack Obama, ma ha al tempo stesso ribadito il no a un ritiro di Israele sui confini del 1967, richiamandosi a una lettera di rassicurazioni indirizzate in proposito a Israele nel 2004 dall’amministrazione di George W. Bush.

Il movimento islamico di Hamas respinge il discorso di Barack Obama e accusa il presidente americano di avere assunto un atteggiamento favorevole a Israele. “Obama ha adottato la posizione di Israele in preparazione della sua campagna elettorale”, ha affermato Mahmoud Zahar, uno dei leader di Hamas.

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