L’attaccante bianconero: “su di me tante cattiverie, ho detto no al Rubin Kazan, ora sono in un grande club” E’ guerra aperta tra Fabio Quagliarella e il Napoli. L’attaccante della Juve, a pochi giorni dalla sfida fra bianconeri e azzurri che chiuderà il campionato, attacca nuovamente il club azzurro. «Il Napoli mi ha sorpreso perché ha fatto un campionato eccezionale, voglio fare i complimenti a tutti. Sono felice per loro. Però mi piacerebbe tornare al mercato dell’anno scorso. Su di me sono state dette tante falsità, cose non vere. Dopo un anno è giusto parlarne e fare chiarezza. È stato detto che litigavo con i miei compagni, che facevo tardi all’allenamento: tutto falso, potete chiedere a tutti i miei ex compagni. Io non ho mai litigato con nessuno”. “La verità è che durante il mondiale la società mi aveva venduto al Rubin Kazan. Poi quando sono tornato i dirigenti dicevano che se fosse arrivata un’offerta l’avrebbero valutata. Sono stati loro che hanno tradito me. La società mi aveva detto di trovarmi una squadra, ma io una volta sul mercato ho detto no al Rubin Kazan e ho voluto scegliere io, preferendo la Juve per pensare alla mia carriera. Poi la società per difendersi dalla piazza ha buttato me in pasto ai lupi”.

“Erano loro non mi volevano più. A Torino la società ha puntato su di me, non come da altre parti. La società mi è stata vicina anche dopo l’infortunio. L’anno scorso ogni cosa cosa che succedeva era colpa di Quagliarella, non facevano nemmeno ricorso contro le squalifiche. Qui invece è stato tutto diverso”.  “Ora mi sento bene, ma certo, in questi mesi, ci sono stati dei momenti davvero brutti”. Quagliarella parla poi del suo infortunio e della successiva riabilitazione: «Quel giorno, contro il Parma, ho sentito un crack al ginocchio e ho capito subito la gravità dell’infortunio. Non me la potevo certo prendere con qualcuno, non c’era stato un fallo, ho fatto tutto da solo…Dopo l’intervento, il primo mese e mezzo è stato duro. Ho passato ogni giorno, tre ore al mattino e tre al pomeriggio, a rimanere concentrato sul ginocchio, facendo attenzione alle sensazioni durante i vari esercizi… Certe volte non ce la fai davvero più a ripetere le stesse cose per tanto tempo. Per uno abituato ad andare sempre a 1000 all’ora, rallentare così di colpo, non è facile».

Finalmente Quagliarella è tornato ad allenarsi a Vinovo: «Tornare a spogliarmi davanti al mio armadietto, sentire i discorsi dei compagni nei giorni precedenti alla partita, soprattutto ricominciare a correre su un campo vero… Capisci che sei quasi alla fine del tunnel. Tutto questo mi ha rigenerato e mi ha dato una carica in più». «Come dicevo sto bene, ma sono ancora giù di condizione -aggiunge-. D’accordo con lo staff medico e la società abbiamo deciso di non forzare i tempi e di recuperare con calma, in modo da essere pronto per luglio, quando inizierà il ritiro. Non vedo l’ora…»

La sofferenza, però, è stata tanta: «Credo di non aver mai visto tante partite seduto in poltrona come questo periodo… Il campo mi manca è brutto non poter dare una mano ai compagni. Questo è stato un anno difficile: siamo stati più volte vicini a fare il salto di qualità, ma non ci siamo riusciti. A volte non si riesce a spiegarne il motivo. Senza il mio infortunio le cose sarebbero andate in modo diverso? Beh, al mio posto non sono andati in campo dei ragazzini, ma grandi giocatori e forse anche con me non sarebbe cambiato nulla».

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