Il Tribunale di Messina chiamato a pronunciarsi vincolo della Soprintendenza per l’immobile comunale Si riaffaccia all’orizzonte lo spettro della vendita e messa all’asta dell’ex Pretura di corso Umberto. Una nuova udienza al Tribunale di Messina è prevista il prossimo 27 maggio. Com’è noto, a seguito di un’azione di alcuni privati creditori nei confronti del Comune, il bene era finito, il 14 aprile 2010, all’asta, andata poi deserta. Successivamente l’assessorato regionale ai Beni Culturali ha posto un vincolo ritenendo che l’edificio possa essere considerato patrimonio indisponibile della casa municipale. All’udienza al Tribunale di Messina, inerente la procedura di estinzione dell’asta, il giudice ha disposto, però, la prosecuzione della procedura che dovrà stabilire se potrà essere valido tale provvedimento.

Nell’udienza prevista si parlerà, appunto, di questa parte dell’incartamento. Il decreto in questione risale all’ottobre 2010 ed è arrivato a seguito di un iter avviato dalla Soprintendenza di Messina, in base al quale, il complesso ubicato nel pieno centro storico di Taormina, sarebbe da ritenersi bene di particolare interesse storico-architettonico.

Non è escluso che i privati interessati all’acquisizione del bene tengano aperta la procedura ed intendano quindi rivolgersi al Tribunale di giustizia amministrativo.

La curatela fallimentare che ha fatto scaturire l’asta ha sin qui vantato un credito verso il Comune di 829 mila 346 euro, oggetto di contestazione giudiziaria nel giudizio iscritto al n. 340/2002 R.G.C., nonché un ulteriore credito di Un milione 204 mila 281 euro, scaturente da decreto ingiuntivo n. 108/2002, provvisoriamente esecutivo, anch’esso oggetto di contestazione nell’ambito del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo n. 28/2003.

Sono due le procedure esecutive, in sostanza di uguale importo, sulle quali sta andando avanti la vicenda. Il pericolo dell’esproprio è scaturito da un debito contratto diversi anni fa dal Comune di Taormina nei confronti di un’impresa per dei lavori inerenti il Palazzo dei Congressi.

Il Tribunale dovrà ora valutare se mediante l’atto disposto dall’assessorato regionale ai Beni culturali il bene debba essere dichiarato non disponibile alla vendita.

“L’immobile – si legge nel decreto dell’assessorato – viene dichiarato di interesse culturale ai sensi dell’art.12 del decreto legislativo n. 42/2004 e rimarrà sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nello stesso decreto legislativo. Il provvedimento avendo efficacia nei confronti di tutti i successivi proprietari possessori e detentori a qualsiasi titolo”.

Al decreto è stata accompagnata una dettagliata relazione storico-morfologica dell’edificio, con i risultati dello studio fatto dalla Soprintendenza.

Adesso la questione è davvero vicina ad un bivio e si vedrà, insomma, se la vendita all’asta del bene sarà soltanto un rischio definitivamente tramontato o se, altrimenti, tornerà d’attualità.

“In ipotesi di formale riconoscimento dell’interesse culturale del bene, non potrà farsi applicazione della regola della priorità della costituzione del vincolo pignoratizio”: questo ha scritto nel luglio 2010 il giudice nel provvedimento di sospensione della vendita.

E questo è quel che si augura il Comune di Taormina possa avvenire in via definitiva, per allontanare una volta per tutte l’ipotesi di uno “scippo” del bene, ritenuto tra quelli di maggiore rilievo del patrimonio comunale.

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