Che fine farà l’iter per il possibile porto turistico di Villagonia?  Per avere una risposta bisognerà con tutta probabilità attendere che a riguardo si pronunci un’aula di tribunale e più precisamente il Tar di Catania. Lo scorso 5 novembre 2010 il Comune di Taormina ha chiuso la conferenza dei servizi ritenendo inammissibili i due progetti presentati rispettivamente dalla RussottFinance e dalla K Tourism, e per l’esattezza la casa municipale valutò che gli elaborati non fossero in linea con le vigenti disposizioni del Piano Territoriale Paesistico Regionale. Ma la questione sembra ancora aperta, e la RussottFinance ha confermato di aver presentato in tal senso un ricorso al Tar di Catania contro quella conclusione della conferenza dei servizi. Ora il tribunale dovrà pertanto decidere la conferenza andava in effetti archiviata con quella inammissibilità che ha sancito una bocciatura di quanto proposto.

Anche a Palermo ci potrebbero essere sviluppi che interesserebbero da vicino l’ipotesi progettuale del porto di Villagonia.  Sempre la RussottFinance ha presentato lo scorso anno delle osservazioni per la modifica del Piano Paesistico. Se la Regione apporterà delle modifiche al piano e in quel quadro dovessero essere accolte le istanze dell’impresa, si aprirebbero di riflesso nuovi scenari su Taormina. E al porto a Taormina rimane interessata anche la K Tourism, che dalla conferenza era stata a sua volta già esclusa in un primo momento perché l’opera proposta ricadrebbe sia sul territorio di Taormina che su Giardini, e che poi era stata reintegrata a seguito di sentenza favorevole del Tar.

Al momento, quindi, c’è da una parte la conferenza chiusa dal Comune con l’esclusione delle due società e dall’altra parte ci sono le incerte prospettive che potrebbero scaturire dalle vie legali e che potrebbero cambiare completamente gli scenari. Il Comune di Taormina vorrebbe far ripartire da zero il project financing, sperando  cioè che alla bocciatura dei progetti attuali possa poi quanto prima far seguito la riapertura della gara e l’entrata in scena di nuove società.

A Palazzo dei Giurati, in verità, il tema del porto sino ad ora è un po’ finito nel dimenticatoio, o perlomeno in secondo piano di fronte ad altre, più impellenti, priorità amministrative.  L’Amministrazione auspicherebbe possa giungere una nuova proposta in linea con la quantificazione dei parametri edilizi rispetto alle precedenti ipotesi progettuali e con una volumetria limitata dei corpi edilizi stessi, un porto con i servizi ma dotato di poche strutture a terra.

E’ molto difficile in questo momento azzardare una previsione, in termini di tempi e sotto l’aspetto procedurale (tenendo conto delle citate dispute legali pendenti) su quando la conferenza possa ripartire da zero con eventuali nuovi competitori nel project financing.

Di recente è tornata d’attualità anche l’eterna diatriba tra Taormina e Giardini con un tentativo di intesa tra le Amministrazioni, che vorrebbero mettere fine allo “storico” e sterile antagonismo campanilistico tra le due vicine località, e si è discussa in queste settimane l’opportunità di una intesa che prevedrebbe un porto leggero e stagionale a Villagonia e il completamento del porto a Naxos (dove il 30 maggio per altro è prevista in Comune la conferenza dei servizi).

I sindaci hanno ipotizzato una soluzione che ipotizzerebbe l’eventuale realizzazione del porto di Naxos tramite un leggero spostamento dell’area portuale in direzione Catania (in prossimità della statua della Nike) mentre Taormina rinuncerebbe al progetto di un attracco invasivo a Villagonia, in favore di una struttura stagionale, tra Villagonia e la zona Saja.

Ora bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, ed anzi già nei prossimi giorni a Giardini. Anche quello promette di essere uno spartiacque per l’assetto futuro della baia. Mai come stavolta è forse ad un bivio la complessa ed infinità storia della portualità nelle acque del comprensorio.

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