Quanto costerebbe fare affari con l’America per “cullare” il sogno di potersi trasferire e vivere negli Stati Uniti? Alla base della Statua della Libertà a New York City c’é una targa di bronzo con una poesia scritta da Emma Lazarus nel 1883 che include questa strofa: “Datemi i vostri deboli, i vostri poveri, la vostra repressa folle ansiosa di sentirsi libera”. Oggi, nell’era di Wall Street Ueber Alles, la poesia dovrebbe essere aggiornata con una frase tipo, “Datemi i vostri ricchi, i vostri potenti, la vostra frustrata folle ansiosa di realizzarsi”. Naturalmente, visto che in America, “business is business” (ovvero….gli affari sono affari), monetizzare il desiderio degli stranieri é piú che lecito. É tutta una questione di soldi. Allora quanto costerebbe fare affari con l’America per poter risiedere in America?

Ci sono diversi modi per entrare in America; coloro che non vanno a ricongiungersi con famigliari hanno diverse opzioni: entrare illegalmente attraversando i confini dal Messico, arrivare come turista per poi mai piú ripartire, iscriversi ad una universitá, sposare un cittadino americano, oppure investire dei soldi. Recentemente, il governo Usa ha abbassato il livello di investimenti minimi per ottenere il visto, l’E-2, che permette a stranieri di 76 paesi del mondo di stabilirsi in America se investono in un’attivitá commerciale. Seppur il governo non abbia stabilito il minimo ammontare richieso per ottenere una residenza temporanea negli Usa, il dipartimento dell’Immigrazione ora prende sul serio solamente proposte d’investimento dai 50.000 dollari in su. Quando il programma fu creato, nel 1990, si prendevano in considerazione investimenti nell’ ordine di 100.000 dollari.

Naturalmente con un piano commerciale di 100.000 dollari l’approvazione é quasi assicurata. Ció nonostante il permesso deve essere rinnovato ogni due o cinque anni.

Queste somme permettono di operare negozi, ristoranti, piccole fabbriche o studi e piú persone si impiegano, maggiore é la possibilitá di essere approvati.
Dopo l’E-2 c’é l’E-1 per i dirigenti di societá straniere che hanno sede in America e devono trasferirsi negli Usa.

Sopra il visto E-2 vi é l’EB-5, ma questo richiede investimenti nell’ordine di 500.000 dollari minimo. Il vantaggio comunque é che, dopo essere stato approvato, con l’EB-5 si ottiene automaticamente la “carta verde” e quindi la residenza permanente.

Ultimamente ci sono stati tentativi al Parlamento Usa per far sí che anche il visto E-2 possa qualificarsi per la “carta verde”, ma ancora non é stato approvato.

Nel 2010 ben 25.500 visti E-2 sono stati rilasciati di cui il 34% a cittadini giapponesi.
Durante lo stesso periodo, solamente 49 di questi tipi di visto sono stati assegnati ad italiani, mentre 135 visti per la residenza permanente sono andati ad italiani sorteggiati con la lotteria.

DAL NOSTRO INVIATO
Dom Serafini

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