All’indomani delle amministrative, Berlusconi deluso ma rilancia: “Milano non è persa”. Il leader del Pd esulta All’indomani del voto, esulta il Pd, piange il Pdl, la Lega “medita” (l’addio al Cavaliere?) e il Terzo Polo si “gonfia il petto”. Sembra questo il leit motiv delle prime riflessioni dopo l’esito a sorpresa della tornata elettorale che ha sancito la crisi di Berlusconi proprio nella “sua” Milano. Ieri non sorridevo per rispetto al loro dolore, ma visto che oggi dicono che pareggiano rido, rido di gusto». Così Pierluigi Bersani, durante una conferenza stampa al Pd, ironizza sul commento del Pdl al voto e risponde così a chi aveva notato che lunedì sul suo volto non era apparso un sorriso, nonostante i risultati delle amministrative.

Poi continua: «Il Pdl prende una scoppola micidiale. Una botta tremenda che non viene compensata dalla Lega, che va in difficoltà e arretra in luoghi significativi. Avevamo chiesto un segnale di cambiamento. È arrivato in modo inequivocabile, e chiederemo che al ballottaggio venga confermato». Poi Bersani rincara: «Per me dovevano dimettersi ieri e prima va a casa questo governo e meglio è, ma si parla di città e si devono affrontare i problemi del paese; non ho chiesto l’ora X su queste elezioni, dico venga un segnale forte il segnale è arrivato e se si conferma e si rafforza allora la maggioranza deve cominciare a affrontare i problemi del paese». Poi ribadisce di essere pronto a protestare per l’eccessiva presenza del premier in tv durante la campagna elettorale. «Tutti hanno visto che Berlusconi si prende la tv per fare il capo del governo, il sindaco, i candidato, ma mezzi televisivi non devono essere invasi. Lo dico preventivamente, basta con questa storia – avverte il segretario del Pd -, non è accettabile un andazzo di questo tipo».

L’unico modo per recuperare è quello di far venir fuori il vero volto di Giuliano Pisapia. Lo avrebbe detto, secondo quando riferito da alcuni presenti, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, commentando i risultati delle elezioni a Milano nel corso del vertice del Pdl a palazzo Grazioli. Lui ha la faccia pulita, ma a sostenerlo ci sono i centri sociali e la sinistra estrema, avrebbe aggiunto il premier.

Per recuperare lo svantaggio e vincere il ballottaggio a Milano, Berlusconi non avrebbe ancora deciso se scendere in campo in prima persona a supporto di Letizia Moratti. La decisione sarà presa anche sulla base dei sondaggi che dovranno verificare se vi siano margini per ribaltare il risultato, oltre che naturalmente dalla strategia che il sindaco Moratti ed i vertici del partito di Milano decideranno di intraprendere in questi quindici giorni.

Berlusconi, poi, avrebbe affrontato la questione Lega, con la quale, avrebbe detto, ci sono dei problemi derivanti da alcune scelte, che ci hanno diviso, ma con Bossi il rapporto sarà recuperato anche perché da adesso in poi ogni decisione sarà condivisa con il Carroccio. Nonostante la tensione, sul futuro del governo il premier non avrebbe alcun dubbio. Abbiamo una maggioranza compatta che ci consentirà di fare le riforme ed un governo la cui solidità non sarà messa in discussione dall’esito dei ballottaggi, avrebbe rassicurato.

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