l direttore del Tg1, indagato per le “missioni-vacanza”, replica alle accuse: “è l’ennesimo attacco contro di me” Augusto Minzolini potrebbe presto finire in tribunale e non per un’ipotesi “giornalistica” di reato, quella della diffamazione a mezzo stampa, piuttosto per l’ormai nota vicenda erariale, più legata ad un amministratore di società pubblica. In particolare, il direttore del TG 1 dovrà spiegare ai magistrati come mai avrebbe speso la discussa somma di 86 mila euro da agosto 2009 a settembre 2010 utilizzando la carta di credito dell’azienda, cioè “Mamma Rai”: in pratica, 200 euro al giorno.

Il direttore è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’accusa di peculato. Nel dettaglio, ricordiamo, al centro della questione ci sono 129 giorni in trasferta e 45 viaggi in delle mete esotiche senza apparenti motivi giornalistici. Le destinazioni sono Marrakech (visitato due volte), Cannes (due volte), Ischia, Capri, Positano, Cortina, Taormina, Praga, Instanbul, Dubai, Madonna di Campiglio. Si tratta di località turistiche che Minzolini avrebbe raggiunto durante i week-end ed i cui costi poi sarebbero stati addebitati all’azienda. Per gli inquirenti l’iscrizione è un “atto dovuto” a seguito di alcuni accertamenti e dell’acquisizione di documenti da parte dei militari della Guardia di Finanza.

Minzolini è finito nell’indagine delle Fiamme Gialle per un’inchiesta interna alla Rai a seguito di un esposto presentato da un’associazione di consumatori. Gli inquirenti sarebbero a lavoro su una serie di spese complessive non autorizzate che ammonterebbero a 68.000 euro dilapidati in 15 mesi. Ora Minzolini potrebbe essere convocato prossimamente dal Procuratore aggiunto Alberto Caperna per fornire la sua versione dei fatti. Intanto Minzolini va al contrattacco e minaccia “querele” a chi continuerà a ledere la sua immagine personale e la sua professionalità, e replica alle recenti notizie dicendo: “è l’ennesimo attacco politico contro di me, in quel delta del Mekong che è la Rai: dopo l’inchiesta della procura di Trani, le polemiche dell’Usigrai, le iniziative dell’Agcom è arrivato il turno della procura di Roma”.

“Quello che mi fa sorridere, e non mi arrabbio né mi stupisco sapendo come vanno le cose in Italia – continua il direttore – è che questa notizia sia finita sui media a due giorni dalle elezioni. È una chiara strumentalità politica visto che l’indagine penale prende spunto dall’esposto di un partito politico, quello di Antonio Di Pietro”.

Minzolini ha precisato anche di “aver già restituito tutta la somma nelle casse della Rai e di aver avviato un’azione legale di rivalsa nei confronti dell’azienda”. C’è attesa per i prossimi sviluppi della vicenda. Erano missioni di lavoro o piuttosto missioni-vacanza?

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