Si scalda di nuovo il clima politico. Berlusconi è stato contestato duramente a Napoli. Purtroppo le amministrative sono diventate un terreno di scontro sulla tenuta del governo ed il clima politica si infervora di giorno in giorno. I problemi sul tavolo sono tanti e la tensione sale, e purtroppo spesso sfocia anche in espressioni poco controllate. Quella di Napoli è stata una giornata campale. Una giornata tra luce ed ombra. Ad aspettare il premier c’erano donne, giovani dei centri sociali, il popolino di Napoli, movimenti vari. Un clima incandescente che impedisce qualunque seria riflessione sui problemi. Da un lato c’era il premier che dal palco accusava i suoi avversari, dall’altro c’è il popolo che si era assembrato per contestare il capo e per imputargli delle responsabilità nella gestione dei rifiuti.

Ma dov’è ci domandiamo la verità? Di chi è realmente colpa se Napoli versa ancora in uno stato di disagio e l’Italia è in declino? Come si esce da questo stato continuo di perenne conflittualità, di continua campagna elettorale e di esasperante lotta che oramai non porta da nessuna parte e che contribuisce solo a dilaniare in ogni modo il paese?

Francesco Capaldo

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