Placet dell’assessorato ai Beni Culturali al piano di reinvestimento delle somme in opere sul territorio Finalmente risolto e concluso il contenzioso sui proventi del Teatro Antico. E’ giunta all’epilogo l’annosa questione della stipula della convenzione per la realizzazione delle finalità previste dalla legge n. 10/99 tra il Comune di Taormina, l’assessorato regionale ai Beni Culturali, la Soprintendenza e il Parco Archeologico di Naxos, Taormina e Francavilla.

La proposta di utilizzo, da parte del Comune, del 30% dei proventi derivanti dai biglietti di ingresso al Teatro, scaturita da una sinergia tra il Comune e il Parco Archeologico, ha avuto infatti nelle scorse ore il definitivo nulla osta da parte dell’assessorato regionale ai Beni Culturali.  La mancanza di un accordo tra i vari enti aveva stoppato per diversi anni – dal 2003 sino ad ora – l’opportunità di utilizzo e reinvestimento in opere sul territorio delle somme spettanti alla città di Taormina e consistenti, appunto, al 30% dei proventi per l’accesso al più importante sito archeologico siciliano.

L’annuncio della definitiva svolta, che giunge al termine di un apposito iter sviluppatosi nell’ultimo biennio tra Comune e Soprintendenza, è stato dato ieri dall’assessore alla Cultura, Antonella Garipoli. “Grazie alla disponibilità della dott.ssa Maria Costanza Lentini, direttore del Parco Archeologico, e in virtù dell’opera di mediazione da parte del direttore del Polo museale, dott.ssa Maria Grazia Patanè – afferma la Garipoli – da oggi la città di Taormina potrà finalmente intraprendere un proprio percorso di tutela, valorizzazione e formazione del patrimonio dei beni culturali inteso come fatto strategico e programmatico di sviluppo”.

“L’Amministrazione comunale – continua l’assessore – si è pertanto già data delle priorità, che sono: la riapertura del Museo Archeologico di Badia Vecchia, la creazione di un collegamento pedonale tra il medesimo museo ed il centro storico; un intervento su via San Pancrazio; ingresso della città, valorizzazione dell’antica villa romana; messa in sicurezza (migliorie ed illuminazione) della scala che porta a CastelTauro; realizzazione di wc pubblici. Passa quindi in secondo piano, rinviata al 2012, la ripavimentazione di via Teatro Greco, intervento per il quale non basterebbero le somme preventivate, ma soprattutto posticipato per alcune opere di messa in sicurezza e manutenzione del Teatro. Un progetto questo, predisposto dal Parco Archeologico con l’utilizzo di Fondi PO. FERS”.

La diatriba, come detto, si è protratta per diversi anni, a partire dal 2003. Per le primissime e più datate mensilità, cioè proprio quelle del 2003, era già stata firmata la transazione con la Soprintendenza, e Taormina aveva recuperato 315 mila euro. A suo tempo sai è verificato il “congelamento” delle somme, in quanto si sosteneva che  Taormina non aveva in pratica il titolo giuridico per ottenere quel 30% poi da reinvestire in servizi inerenti i beni culturali.

La convenzione sul piano di impiego dei proventi che spettano a Taormina è stata vagliata ed esitata con le relative linee di indirizzo del Comune nel luglio 2009. Adesso, ultimati i vari adempimenti, il Comune recupererà almeno altri 700 mila euro dell’ultimo anno solare, ai quali si aggiungeranno quelli dei mesi recenti e verrà al contempo conteggiato in via conclusiva il quadro delle annualità che sono state oggetto di contesa.

In particolare, in base alla convenzione stipulata con le “Belle Arti”, il 60% del totale di proventi versati a Palazzo dei Giurati deve essere speso per attività di promozione e anche per la valorizzazione dei beni archeologici stessi. Da qui le suddette iniziative che la casa municipale ha messo in agenda. La zona archeologica, in quest’ottica, fungerebbe, dunque, da risorsa per il territorio cittadino. D’altronde il Teatro Antico è uno dei siti più visitati di tutta la Sicilia. Si parla di almeno 600mila visitatori all’anno.

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