Comune pronto a dichiararsi parte offesa nell’eventuale processo su “clausule occulte” inserite nei contratti I Comuni di Taormina e Giardini Naxos, insieme a quello di Messina, al centro dell’operazione condotta nelle scorse ore della Guardia di Finanza sulla cosiddetta “finanza derivata”, nell’ambito della quale la Procura di Messina ha disposto il sequestro preventivo di oltre 17 milioni di euro nei confronti di BNL. Per quanto riguarda Taormina sono due i contratti stipulati dal Comune con Bnl nel 2002 e 2005 (scadenza nel 2019). Da questi contratti, all’ultima stima resa nota dalla casa muncipale che risale all’anno 2009, l’ente aveva tratto benefici per 80 mila euro.

Giardini Naxos ha invece effettuato lo scorso anno una transazione a seguito della quale secondo Palazzo dei Naxioti l’ente locale ha chiuso l’esperienza contrattuale con un saldo attivo di circa 100 mila euro. In entrambi i casi, le muncipalità ipotizzano che le entrate effettive siano state inferiori alle previsioni.

“Faremo tutti i necessari passi per tutelare il Comune  – afferma  il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua – ed è chiaro che riteniamo di essere stati truffati. All’epoca in cui vennero sottoscritti i contratti avevamo i pareri positivi dati dagli uffici comunali. Auspicavamo per l’ente un ritorno superiore a quello che invece c’è stato. Bnl era stata vincitrice di una gara ad evidenza pubblica istituita dall’allora Amministrazione Bolognari nel 2002, pochi mesi prima che si insediasse la Giunta Turiano”.

“Noi – conclude Passalacqua – abbiamo incaricato tre anni fa la “Ifa consulting” di Verona, società esperta in analisi e consulenze, per provare a far luce sui contratti. Ci siamo tutelati, ricorrendo ad una società specializzata in ingegneria finanziaria, che è la stessa che sollevò il problema a “Report” nel 2007. Il Comune è pronto a costituirsi parte civile nell’eventuale processo”.

“Giardini – spiega il sindaco Nello Lo Turco – ha chiuso i contratti effettuando una transazione con Bnl nel 2010 durante la gestione del commissario Maria Letizia Di Liberti. Bnl, dopo quella transazione, ha riconosciuto al Comune un saldo di 16 mila euro, che sommati al totale dei movimenti precedenti ha prodotto un saldo attivo di circa 100 mila euro. A nostro avviso, per come vennero fatti in origine i contratti, Bnl avrebbe dovuto conferire di più ma in definitiva a Giardini è andata “meno peggio” di come forse è andata altrove”.

Il “caso Swap” a Taormina è finito nel 2009 anche in Parlamento, quando l’on. Carmelo Briguglio ha presentato alla Camera un’interrogazione per chiedere al Ministro dell’Economia l’avvio di “accertamenti ispettivi”. “Quelle operazioni – secondo il parlamentare del “Fli” – avrebbero dovuto avere livelli di rischio contenuti e prevedere reali risparmi per il Comune che invece non ci sono stati”. Bnl ritiene invece il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria “infondato e basato su una serie di fraintendimenti normativi e concettuali che saranno chiariti nelle sedi giudiziarie competenti”. Sostiene Bnl in un comunicato: “pertanto, nel confermare la correttezza dell’operato dei propri dipendenti, impugneemo il provvedimento con richiesta di riesame al Tribunale di Messina”.

“Bnl, che fin dall’avvio delle indagini ha collaborato con la massima trasparenza con gli inquirenti e fornito copiosa documentazione e consulenze tecniche, atte a dimostrare l’assoluta correttezza della propria operatività – conclude la nota – confida nell’esito positivo dell’intera vicenda processuale”.

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