Salvatore Parolisi ascoltato per 8 ore dal pm: è solo un marito infedele o è lui l’assassino di Melania Rea? Gli esami della Scientifica e quelli sui tabulati telefonici: questi sono i due elementi chiave dai qui gli investigatori che indagano sull’omicidio di Carmela Rea, detta Melania, uccisa a coltellate il 20 aprile scorso a Ripe di Civitella (Teramo). Ieri il marito di Carmela, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, è stato ascoltato per circa sette ore nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, nel Napoletano. Solo martedì il faccia a faccia con gli inquirenti era stato di oltre otto ore. L’uomo non risulta indagato.

Parolisi è stato sentito di nuovo come persona informata sui fatti dal pubblico ministero Umberto Monti, in trasferta da Ascoli Piceno, e da due ufficiali dei carabinieri, che hanno raccolto anche le testimonianze dei familiari della coppia. Fuori dalla caserma si è radunata una folla di curiosi, divisi tra colpevolisti e innocentisti.

Il caporalmaggiore è entrato intorno alle 16 nella caserma di Somma Vesuviana, paese della Rea, insieme ai parenti. Poco più tardi, a bordo della sua Renalt Scénic scura, è ripartito scortato da due auto dei carabinieri e si è trasferito nella caserma di Castello di Cisterna. Con lui, anche i genitori e il fratello di Melania. Tutti sono stati sentiti per precisare alcuni aspetti delle dichiarazioni rese subito dopo il ritrovamento del cadavere.

In particolare, il militare deve rendere conto di frasi e circostanze poco chiare, di alcune bugie che hanno gettato alcune ombre sulla sua immagine di marito irreprensibile.

Il nuovo incontro in procura era annunciato da giorni come l’appuntamento chiave dell’inchiesta, ma la svolta, per il momento, sembra rimandata. Parolisi è finito nell’occhio del ciclone soprattutto dopo le rivelazioni di una sua ex allieva del 235esimo Rav Piceno di Ascoli, Ludovica P., 27 anni, con cui l’uomo ha avuto una relazione extraconiugale.

La giovane, in un interrogatorio fiume, ha parlato di un rapporto durato due anni e che sarebbe andato avanti con incontri clandestini e contatti telefonici (lui con un cellulare dedicato, intestato però a un amico) anche a ridosso della scomparsa e dell’uccisione di Melania. La soldatessa è ora in licenza per evitare il clamore mediatico.

La madre di Melania, la signora Vittoria, si è detta intanto “convinta” della piena innocenza di Salvatore Parolisi e non riesce ancora a capacitarsi di come e cosa sia potuto succedere a sua figlia.

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