Tribunale di Bologna rigetta le istanze di scarcerazione per Calisto Tanzi e lui protesta: “pena troppo severa” L’ex patron di Parmalat resta in carcere a Parma. Le istanze di scarcerazione per Tanzi erano state presentate all’ufficio di sorveglianza di Reggio Emilia che fa capo al tribunale di Bologna. Martedì scorso l’ex patron della Parmalat aveva ricevuto nel carcere parmigiano della Burla la visita del deputato radicale Maurizio Turco e con il quale si è sfogato. “Non pensavo più di dover tornare in carcere, proprio non me lo aspettavo. Che ci faccio qui alla mia età?”. L’imprenditore ripete di non stare bene, “di essere malato” e ritiene che la pena che gli è stata comminata (restano da scontare 4 anni e 4 mesi di reclusione) “sia stata troppo severa”. Trovare una risposta ai paradossali dilemmi di Tanzi, che si chiede “come mai sia finito in carcere”, non sarebbe molto semplice. Potrebbero dirglielo i risparmiatori rovinati da questo scandalo colossale.

E’ molto più complicato, semmai, comprendere come sia stato possibile che le banche straniere siano state invece assolte: nessuna sapeva niente sul crac Parmalat?

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