A sorpresa i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto le cinque banche imputate per la legge 231 in relazione al reato di aggiotaggio per il crack della Parmalat. Quattro degli istituti di credito erano anche responsabili civili (Citygroup, Deutsche Bank, Bank of America e Morgan Stanley). Assolti anche i manager. La procura di Milano aveva chiesto condanne tra un anno e un anno e quattro mesi.

La formula con cui sono stati assolti i funzionari è quella di “non aver commesso il fatto” o “il fatto non sussiste”. Dopo la lettura del verdetto scene di giubilo tra gli avvocati che si sono abbracciati per un verdetto “a sorpresa”.

La procura di Milano aveva chiesto una sanzione pecuniaria complessiva di 3,6 milioni di euro (900mila euro per istituto) e la confisca di oltre 120 milioni di euro. Nel dettaglio, i pm avevano chiesto la confisca di 5,9 milioni di euro per Morgan Stanley, di 14 milioni di euro per Deutsche Bank, di 70 milioni di euro per Citi e di 30,7 milioni per Bank of America.

Inoltre, la procura aveva chiesto la condanna dei manager di Morgan Stanley Carlo Pagliani e Paolo Basso, rispettivamente a un anno e quattro mesi e a un anno, di Deutsche Bank Marco Pracca e Tommaso Zibordi, anch’essi rispettivamente a un anno e quattro mesi e a un anno, e di Citi Paolo Botta, a un anno e quattro mesi.

Per Giaime Cardi, di Credit Suisse First Boston, la procura aveva chiesto il non luogo a procedere perché il reato è estinto. Il tribunale di Milano ha invece assolto tutti gli imputati e le quattro banche.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, invita i risparmiatori a far valere i propri diritti in sede civile anche dopo la sentenza, a loro sfavorevole, che assolve quattro banche estere nel crac Parmalat. “E’ una vergogna. I magistrati italiani – si legge in una nota dell’associazione a tutela dei consumatori – danno torto ai cittadini e assolvono le banche che hanno venduto carta straccia”.

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