“Opinione”, Treccani ci insegna: dal latino opinio-onis, opinari, opinare. Concetto che una o più persone si formano riguardo a particolari fatti, fenomeni, manifestazioni quando mancano un criterio di certezza assoluta per giudicare della loro natura (delle loro cause, delle loro qualità, ecc) si propone un’interpretazione personale che si ritiene esatta e a cui si da perciò il proprio assenso, ammettendo tuttavia la possibilità di ingannarsi nel giudicarla tale. In antichità il termine opinione era indicato con DOXA. Doxa stava per “conoscenza teorica” diametralmente opposta alla “conoscenza scientifica”; EPISTEME. Eraclito raccomanda di usare la ratio e di diffidare dei sensi che possono generare opinione. L’opinione era concepita, in sostanza, come una falsa visione del tutto personale della realtà. Tale principio era fermamente condiviso da Socrate il quale distingue la propria filosofia nel valore etico; il dialogo come ricerca comune. Trattasi di “verità opinabile” che va sempre messa in discussione.

Ci insegna wikipedia: « …tra Socrate e i sofisti esiste un’affinità, nel senso che, per esprimerci schematicamente, sia l’uno che gli altri partivano da un modo di affrontare i problemi che è un modo, come si suol dire con un termine un po’ tecnico, soggettivistico…

Socrate cercava di andare oltre questo relativismo e questo individualismo, cercando di scoprire, di fare emergere dalle varie opinioni, dalle varie scelte, dai punti di vista, un consenso, un accordo, una homologhía, dicevano i greci antichi, che costituisse qualche cosa di più stabile, e quindi più vero e più certo, che non le semplici opinioni individuali».

In sintesi, come avrete ben compreso, è la ricerca della verità, o realtà il più possibile vicina ad essa, dal confronto di opinioni individuali. Non è male!

Per Platone l’opinione rappresenta il primo step che conduce alla verità oggettiva.
Afferma Hegel: “ … Invece nella verità (colta dalla ragione) l’oggetto non è immaginario, fatto oggetto soltanto da me, ma è in sé universale”.

E come dargli torto?
Aggiunge Melisso di Samo: “ l’opinione deve essere considerata senza distinzioni erronea poiché si basa sui sensi rivolti alla molteplicità e quindi incapaci di cogliere l’eternità e immobilità dell’essere unico rivelato dalla ragione”.  Bene! E dunque, cos’è un’opinionista?

Treccani corre in nostro aiuto: giornalista della stampa o della radiotelevisione autori di commenti su fatti politici o di costume. Bene! A questo punto la nostra piccola “preparazione di base” ci consente di proseguire nella seguente… “opinione”.

Chi sono gli opinionisti di oggi? Sono quei tizi, senza arte né parte che, forti di “calibri da 90” alle spalle, frequentano i salotti di talkshow e reality show, hanno la loro “rubrichetta” sulle prime pagine dei giornali, attirano lettori alle presentazioni di libri e, sparando sentenze dall’alto della loro ignoranza, guadagnano “un sacco di soldi”. In cosa consiste il loro “lavoro?”

Lavoro, lavoro, lavoro. Quale lavoro? Essi disquisiscono circa argomenti di attualità come qualsiasi altra persona possa fare in piazza, la domenica, mentre sorseggia un aperitivo con gli amici. E allora?

Dal piccolo excursus lungo le tracce dei grandi filosofi, abbiamo appreso quanto ognuno di noi possa, nel suo piccolo, essere “opinionista”. Scriveva un opinionista su un quotidiano: “ non si comprende come gli italiani sono convinti per tollerare i reduci della prima repubblica…

Eh? “sono convinti per tollerare?” Mah! Che non abbia compreso… l’avevamo capito; ma come si scrive. Perché stupirsi, quando un “Onorevole” ammonisce: “Onorevole! Vorrei che lei faccia gli interventi più brevi!”
Eh? Faccia gli interventi più brevi?”.

L’opinionista in questione, forse, dovrebbe chiedersi altro; se per caso non… “SAREBBE” … parente dell’”Onorevole”.

Spesso non hanno alcuna preparazione circa l’attualità, men che meno la storia o la filosofia antica. Piombano nelle trasmissioni, assolutamente inadeguati rispetto agli argomenti trattati e disquisiscono in modo del tutto “schizofrenico”. Se fate attenzione alle loro dissertazioni, noterete che, sovente, fanno giri infiniti di parole per dire… nulla.

Poi ci sono i furbacchioni. Eh sì! Quelli sono preparati davvero! Hanno memorizzato decine di aforismi di grandi autori, filosofi e intellettuali di altri tempi, oltretutto mai letti, e parlando per aneddoti del tutto incoerenti precisano: “ come diceva Tizio… come diceva Caio…”.

Abbiamo capito, ma quando dirai quello che “dici tu”?
Gli opinionisti sono quelli in prima fila che confondono fondachi con fondaci; stizzire con stizzare; sopravvivremo con sopravviveremo; imperversare con inperversare; sdrucite con strucite; ammaliare con ammagliare; cultura con coltura; credé con credette; crederono con creddero o credettero; vidi con viddi.

E ancora; sono quelli convinti che l’ACCIDIA sia la “rabbia”; che AMMANSIRE sia sinonimo di “ammonire”; che FAMILIARI e FAMIGLIARI siano la stessa cosa, insomma… un’ecatombe! Ah! C’è anche chi confonde ecatombe con ecatomba!
Ora vi chiederete: “e tu?” Già! Come potrei non picconare me stessa? Troppo facile con gli altri.

Io? Io sono una senza arte né parte. Dovrei considerarmi opinionista, ma non lo faccio. Non ho un “calibro da 90”alle spalle. Sono una qualsiasi, peraltro neanche troppo convinta, alla quale è stata data la possibilità di scrivere su questo blog. Faccio altro nella vita; io lavoro sul serio.

Ho pubblicato solo due racconti (tra l’altro premiati; non so come abbiano fatto), faccio qualche recensione e non ho letto neanche “il minimo sindacale” dei Grandi Classici (libri che tutti possiedono ma che nessuno ha mai letto). Le mie letture trattano unicamente civiltà antiche.
E allora?

Semplice! Se avete rimostranze da fare… beh! Ghermite Cammaroto.
Cosa vuol dire “ghermite”? Non chiedetelo mai… all’opinionista!

Diletta Nespeca

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