Sembra non avere fine il “giro di vite” del Comune di Taormina sulle morosità delle bollette. Negli ultimi tre anni di lavoro gli uffici comunali della località turistica siciliana hanno recuperato oltre 3 milioni di euro che nell’ultimo decennio non erano stati riscossi sulle bollette d’acqua. Ma la “caccia” agli evasori, che sin qui abbraccia il periodo 2001-09, è ancora molto lontana dalla conclusione e sono, anzi, numeri impressionanti quelli con i quali è tuttora alle prese l’ente locale. E’ scattata, infatti, una valanga di spedizioni di atti di diffida e messa in mora a seguito di ulteriori verifiche amministrative da parte degli uffici e del legale competente.

Al 31 dicembre 2010 sono stati incassati dal Comune di Taormina 2 milioni 446 mila 941,39 euro inerente bollette d’acqua non pagate nell’ultimo decennio e 586 mila 874,31 euro sono rientrati (stesso arco temporale di morosità) per quanto concerne fognatura e depurazione: per un totale di 3 milioni 33 mila 725,70 euro.

Un resoconto che comprende circa 150 distacchi effettuati dal Comune nel 2010. E 150 sono anche i piani di rateizzazione del debito, che altrettanti morosi hanno deciso di sottoscrivere con la casa municipale per dilazionare i tempi di pagamento delle bollette evase, consentendo all’ente di recuperare 526 mila 847 euro.

Quest’anno, dal 1 gennaio all’11 marzo sono già state inviate 1325 lettere di diffida e messa in mora ai residenti che continuano a non pagare o che in ogni caso al momento non risultano in regola con le cifre dovute a Palazzo dei Giurati.

Il tutto per un totale di Un milione 944 mila 430 euro che ancora mancano nelle casse del Comune, e parliamo nello specifico di 14 mila 253 fatture che ancora oggi non risultano pagate per il periodo che va dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre 2009.

Numeri incredibili in una vicenda che è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica dalle pagine della Gazzetta del Sud (e dunque poi da BlogTaormina) e alla quale si è interessata anche l’Autorità Giudiziaria.

In pratica nell’ultimo decennio a Taormina, piccolo paese di circa 10 mila residenti, il pagamento delle bollette d’acqua è stato quasi un optional, un adempimento al quale provvedevano con puntualità in pochi.

Sommando i 3 milioni di euro già recuperati dagli uffici sovrintesi dal dirigente Giovanni Coco, e ora le fatture per ulteriori 2 milioni , si arriva a circa 5 milioni di euro di acqua non pagata.

E come detto bisognerà aggiungere le probabili quote evase nel 2010. Le morosità hanno sinora interessato in modo indistinto alberghi, ristoranti, bar, esercizi commerciali vari e le abitazioni private.

Da notare che tra gli evasori sono stati individuati (e altri si sta tuttora tentando di rintracciarli) ex residenti, che avevano casa o un esercizio commerciale a Taormina e che poi si erano trasferiti in altre località siciliane o in diverse regioni italiani, sottraendosi allora al pagamento delle bollette.

Nei mesi scorsi a quelli che invece ancora oggi abitano a  Taormina, in centro e nelle frazioni, il Comune aveva rivolto un invito tramite un avviso pubblico affisso per le strade: “si porta a conoscenza la cittadinanza che sono in corso in tutto il territorio comunale le attività di revisione delle utenze idriche a qualsiasi uso concesse”.

Gli addetti alle verifiche hanno così segnalato “le situazioni anomale, irregolari e abusive riscontrate negli allacci alla rete comunale di distribuzione delle acque”. Per diversi “furbi” si è reso inevitabile sospendere l’erogazione d’acqua.

Qualcuno si è affrettato a mettersi in regola, in altri casi c’è chi ha provato a far valere la prescrizione del reato. Addirittura qualcuno, pur sapendo di avere una cospicua morosità alla quale dover far fronte, ha provato ad estinguere il debito stimando autonomamente una cifra simbolica da pagare: una valutazione “fai da te” a fronte del reale importo ben più pesante.

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