”Un’altra vittima dell’ergastolo bianco. I primi riscontri effettuati dai Nas in servizio presso la Commissione d’inchiesta tracciano un quadro avvilente. Quest’uomo ha preso la decisione di uccidersi subito dopo aver ricevuto la notizia di un’altra proroga della pena, nonostante fosse stato riconosciuto non piu’ socialmente pericoloso”. E’ quanto afferma in una nota Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, dopo il suicidio di un internato rumeno all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. “L’uomo, recluso da circa otto anni, si è tolto la vita – afferma Dario Stefano Dell’Aquila,  componente dell’Osservatorio nazionale sulla detenzione – impiccandosi nel bagno della propria cella, che divideva con altri internati”.

“Questo è il secondo suicidio nel giro di quattro mesi – ha dichiarato Dell’Aquila – ed è, se possibile, un evento tragico che genera ancora più sconforto. A fronte, infatti, di una pubblica evidenza delle condizioni inumane e degradanti dei manicomi giudiziari e dei primi programmi di intervento, la situazione si mostra di una gravità irreversibile”.

”Dai primi accertamenti – aggiunge a sua volta Ignazio Marino – risulta che non c’era spazio nella Regione di provenienza, poiche’ l’Asl non lo poteva o non lo voleva assistere. Tutti noi, a partire dal mondo politico, dobbiamo sentire il peso di quanto accade negli OPG: chi sbaglia ha il diritto di sperare nella cura, nella riabilitazione e in un futuro migliore. Purtroppo, invece, il degrado, le condizioni di vita incompatibili con il piu’ elementare rispetto della dignita’, il rischio di non uscire mai piu’, compromettono questa speranza”.

Nella struttura di Aversa, che ha una capacità ufficiale di circa 180 posti, sono presenti circa 300 internati. In Italia sono presenti sei OPG (Napoli, Aversa, Barcellona Pozzo di Gotto, Reggio Emilia, Montelupo Fiorentino, Castiglione delle Stiviere) che dipendono dal Ministero della Giustizia per la parte sulla sicurezza e dalle ASL per la parte sanitaria.

Si tratta di persone incapaci di intendere e di volere, autori di reato, che sono condannati ad una misura di sicurezza detentiva, prorogabile.

Certamente eloquente è un documentario di recente realizzato dalla Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale del Senato della Repubblica. Le immagini raccontano le storie di questi uomini dimenticati, spesso costretti a vivere in condizioni igieniche pessime e in ambienti decadenti.

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