La bretella di collegamento tra via Crocifisso e Mastrissa al centro di un atto stragiudiziale formalizzato nelle scorse ore da alcuni residenti. Si fa riferimento, nella fattispecie, ad un tratto di strada, in contrada Fontanella, che dalla via Crocifisso si connette alla popolosa  contrada Mastrissa, costituendone un punto di accesso. L’azione legale è stata intrapresa  da sette diversi proprietari di fondi limitrofi e contigui, nella zona di via Crocifisso –“Sirina”, dove a suo tempo il Comune di Taormina, ha progettato la realizzazione di una strada comunale per collegare Villagonia-Mastrissa e Sirina-Taormina centro. L’atto è stato già notificato all’indirizzo del Comune di Taormina, al Consorzio Rete Fognante e alla Telecom.

“All’inizio dell’anno 2007 era stata data la disponibilità di sei proprietari di fondi ad una futura cessione volontaria – dietro corrispettivo da stabilire – di un  tratto di terreno tracciato più volte verso valle per la realizzazione della suddetta strada, mentre un’altra proprietaria (la signora M.V.) non è stata mai contattata per la cessione volontaria del proprio terreno e quindi non ha mai firmato alcun documento e nessun impegno neanche morale”.

“Ma il 21/10/2007, senza alcun avviso, una ditta con l’impiego di ruspe e camion, incaricata dall’allora Amministrazione  Comunale, ha  tracciato il percorso della strada più a monte di quanto previsto dalla tratta non ancora ceduta, invadendo ed occupando, anche il terreno di una signora  che, come sopra detto, non era stata neanche interpellata per la cessione volontaria. Durante questi tre anni e sei mesi. tutti i tentativi per risolvere bo-nariamente la questione si sono arenati per colpa delle varie Amministrazioni che si sono succedute nel tempo, non riuscendo ad imbastire una proposta di un risarcimento per l’occupazione provvisoria abusiva e di un equo indennizzo economico per la futura acquisizione, accompagnata dalla realizzazione di opere di ripristino e consolidamento dei  relitti dei terreni che sarebbero rimasti ai proprietari.

“In data 1/03/2010 la Telecom Italia S.p.A. e per essa la ditta “Sirti” di Milano è  stata irregolarmente autorizzata dal Comune di Taormina, ad eseguire dei lavori di scavo e di collocamento di cavi telefonici dando luogo ad una illecita servitù di elettrodotto telefonico nei terreni degli esponenti creando danni e disservizi”.

“Qualche giorno dopo anche il Consorzio Rete Fognante ha illecitamente spostato i collettori fognari dalla sede originale sui terreni dei sottoscritti posti più a valle, non ancora ceduti ne espropriati ed ancora rimasti nell’esclusiva proprietà dei firmatari. Tutto ciò premesso, essendo scaduto e reso vano qualsiasi accordo ed ogni postuma trattativa, tra l’altro sempre denegata dalla signora M.V. (ed oggi dalla de cuis F.F.), i sottoscritti  chiedono al Comune di Taormina alla società Telecom Italia S.p.A. ed al Consorzio dei depuratori, entro 30 giorni dalla notifica del presente atto, il rilascio bonario dei terreni abusivamente occupati e la riconsegna degli stessi nel pristino stato, con pagamento della indennità di occupazione non minore di 100 mila euro”.

“Decorso infruttuosamente tale termine – conclude l’atto stragiudiziale – gli esponenti saranno costretti nei modi e termini di legge ad adire le vie legali per ottenere immediatamente la restituzione dei loro fondi ed il risarcimento danno a loro dovuto per l’attuale illecita occupazione, oltre il pagamento dei danni subiti”.

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