Tragedia nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa. Duecento, o forse addirittura 300 migranti sono caduti in mare, stanotte, mentre venivano soccorsi da alcune unità della Guardia costiera a circa 39 miglia da Lampedusa.

L’elicottero della Capitaneria di porto ha avvistato nell’area del naufragio, al largo, 20 cadaveri che non sono ancora stati recuperati. I dispersi sono calcolati dalla Guardia Costiera intorno a 130-150 persone. Tuttavia, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, a bordo vi erano 300 persone.

Le operazioni di soccorso sono coordinate dalle autorità maltesi: l’area Sar in cui è avvenuto il naufragio è di competenza de La Valletta. Quarantasette sono le persone finora recuperate, mentre continuano le ricerche degli altri naufraghi. Nella zona del naufragio stanno operando mezzi aerei e navali della Capitaneria di Porto, che hanno lanciato in mare zattere e salvagente. «Sono passate ancora poche ore dal naufragio – ha spiegato un operatore della Guardia costiera – per considerare perse tutte le speranze».

Secondo quanto riferito dal Comando generale delle Capitanerie di porto, i duecento migranti, di probabile provenienza tunisina, si trovavano su un barcone che aveva chiesto soccorso tramite telefono satellitare durante la notte alle autorità maltesi e, su richiesta di queste ultime, erano partite da Lampedusa due motovedette della Guardia Costiera e un elicottero della Guardia di finanza.

Giunta sul posto alle quattro circa di questa mattina, la prima delle motovedette ha intercettato il barcone alla deriva in una situazione di grave pericolo. «Il mare molto agitato (stato quattro) e la concitazione a bordo del barcone hanno reso vano ogni tentativo di trarre in salvo gli immigrati, finiti in acqua nel corso delle operazioni di soccorso», spiegano alle Capitanerie di Porto. Inoltre, il buio e le avverse condizioni meteo rendono difficili le operazioni di ricerca dei naufraghi, attualmente in corso da parte delle stesse motovedette e di un peschereccio dirottato sul posto dalla Guardia costiera. Solo 47, viene confermato,le persone finora recuperate.

Il mare nel Canale di Sicilia è ancora molto mosso, ma secondo i militari della Guardia costiera sul posto «ci sono ancora speranze di trovare qualche naufrago vivo». La notte scorsa sono intanto arrivati a Lampedusa 354 immigrati (tra tunisini, eritrei, ganesi, somali ed etiopi). Sul fronte dei trasferimenti, in 400 hanno lasciato l’isola tra ponti aerei e navi. Al momento sono ancora presenti circa 1.500 extracomunitari, tra i qualli 172 minori. Poco dopo le 9 sono invece sbarcati nel porto di Napoli 531 immigrati partiti proprio da Lampedusa a bordo della nave Excelsior. Accolti dalle forze dell’ordine e dai mezzi della Croce Rossa che hanno dato loro i primi soccorsi, i cittadini nordafricani, quasi tutti giovanissimi e molti dei quali a piedi nudi, sono saliti a bordo di 11 pullman diretti nella tendopoli allestita nell’ex caserma Ezio Andolfato a Santa Maria Capua Vetere, vicino Caserta, dove sono iniziati ad arrivare dopo le 11.

Nuovo trasferimento anche in Toscana, dove a Livorno sono sbarcati circa 200 tunisini diretti in vari centri di accoglienza nelle province di Pisa, Lucca, Firenze e Siena. Al momento non si registrano altri trasferimenti in corso, dopo l’arrivo degli oltre 600 immigrati la notte scorsa a Civitavecchia e dei circa 100 a Ventimiglia, da dove in molti continuano a cercare di entrare in Francia.

Sul fronte diplomatico internazionale, il commissario agli Affari Interni e responsabile europea per l’Immigrazione dell’Unione europea, Cecilia Malmstroem, in un’intervista al quotidiano la Repubblica ha spiegato che “la Commissione farà tutto il possibile peer assicurare che il problema sia affrontato dall’Ue in modo unito, sulla base del principio di solidarietà e di condivisione delle responsabilità”.

Sui temi della crisi libica e dell’immigrazione, intanto, il prossimo 26 aprile prossimo si terrà a Roma un summit tra il presidente francese Nicolas Sarkozy e il primo ministro italiano Berlusconi. Proprio Berlusconi starebbe valutando di tornare a Lampedusa nel fine settimana, dopo la “missione” della scorsa settimana.

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