Il processo sul caso Ruby è cominciato tra una folla di giornalisti a Palazzo di Giustizia di Milano ed è stato subito rinviato al 31 maggio. La causa vede imputato il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. La giovane marocchina ha intanto annunciato che non si costituirà parte civile. Il suo avvocato ha dichiarato che la ragazza “non ha subito danni dal premier”.

Aspettando il processo, spuntano tre telefonate con la voce del Presidente Silvio Berlusconi nelle 20 mila pagine depositate agli atti sul caso Ruby. Sono trascrizioni di intercettazioni che sono sopravvissute agli omissis apposti dai pm a tutela dello status parlamentare del premier.

Nelle conversazioni, il Cavaliere è interlocutore di ragazze che in quel momento avevano i telefoni sotto controllo.

Le telefonate non saranno comunque usate nel processo. Secondo la legge Boato del 2003, i colloqui dei parlamentari (anche quando questi figurino solo all’altro capo del telefono intercettato) non possono essere utilizzati senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza (in questo caso l’aula di Montecitorio). Inoltre la procura ha dichiarato più volte di non voler utilizzare telefonate nelle quali era registrata la voce del premier.

“I NOSTRI TESTI DIRANNO CHE CI HA MENTITO…” – La prima telefonata è dell’1 agosto 2010, 10 giorni dopo il terzo interrogatorio di Ruby e tre mesi prima dell’emersione dell’inchiesta. Il premier viene chiamato da Nicole Minetti. La consigliera regionale lombarda cui viene affidata Ruby la notte tra il 27 e il 28 maggio è in ansia: Luca Giuliante, l’avvocato di Lele Mora, le ha raccontato dell’inchiesta dei pm milanesi.

Minetti: “Ma lo sai che l’altro giorno è venuto da me in Consiglio regionale Giuliante a parlarmi della storia della Ruby?”.
Berlusconi: “E Giuliante chi è?”.
Minetti: “Giuliante è l’avvocato del Pdl nonché di Lele (Mora, ndr), è venuto in Consiglio e praticamente m’ha raccontato tutta la storia, che c’è questo pm di nome Forno che sta seguendo il caso (…) e che secondo lui, non adesso, ma a settembre (il pm Forno, ndr) mi chiamerà perché comunque sia la Ruby che l’altra str… della Michelle hanno fatto il mio nome. Hanno aperto un’indagine su questa Michelle, perché in effetti è vero che la Ruby l’ha denunciata”.
Berlusconi: “Cioè, la Ruby ha denunciato Michelle?”.
Minetti: “Sì, per induzione alla prostituzione”.
Berlusconi: “Una si dà la patente di puttana?”.
Minetti: “Te lo giuro” (ride).
Berlusconi: “Ma roba da matti”.

Il premier anticipa quindi a Minetti la linea difensiva.

Berlusconi: “Vabbeh, quello che è importante è che ci siano diverse persone che testimonino come a noi (Ruby, ndr) aveva detto che aveva l’età diversa da quella che aveva insomma. Una volta che succede quello, non succede più niente. L’abbiamo soltanto aiutata perché ci faceva pena”.
E ancora: “Mmh, vabbeh, speriamo che non venga fuori un casino. Sai, basta poco perché quando si tratta di me, eh, tutti i giornali son contenti…va beh, comunque noi non abbiamo fatto niente di male, eh…”.

“HO FINITO LA BENZINA”. “LO DICO A SPINELLI” – La seconda conversazione è del 26 settembre 2010. La russa Raissa Skorkina, ospite delle feste di Arcore, chiama Villa San Martino e si fa passare il Presidente, dal quale cerca di ottenere “benzina”.

Raissa: “Amore ciao ciao, tutto bene, e tu?”.
Berlusconi: “Abbastanza, sono pieno delle cose politiche che è una cosa pazzesca”.
Raissa: “Eh, immaginato. Però ho tanta voglia di parlarti, ti prego! (…) E poi volevo chiederti… mi stanno finendo la benzina”.
Berlusconi: “Come?”.
Raissa: “Mi sta finendo la benzina”.
Berlusconi: “Ah, ho capito. Va bene, lo dico a Spinelli. Va bene?”.

“IL CASTING CHE TI HO PROCURATO” – L’ultima telefonata è del 4 ottobre 2010. All’altra capo del telefono c’è la soubrette dominicana Marysthelle Polanco. La conversazione, scrive ancora il Corriere, ha ampi tratti privati, anche se in un passo spunta un intervento del Cavaliere a favore della ragazza.

Marysthelle: “Sono a Roma, oddio sono venuta a fare il casting con Pingitore. Ti ricordi?”.
Berlusconi: “Sì, quella che ti ho procurato io, no?”.
Marysthelle: “Sì, amore” (ride).
Berlusconi: “Adesso mi hanno chiesto se possono fare qualche numero per le nostre reti. Sto tentando di convincere mio figlio”.

IL BUNGA BUNGA IN VIVAVOCE – Infine agli atti c’è anche la casuale trascrizione in vivavoce di un bunga-bunga nella villa di Arcore. Uno spasimante di Aris Espinoza, indispettito per la presenza della ragazza ad Arcore, le chiede di rispondere a una sua chiamata e di fargli ascoltare cosa avviene nella villa. “Come richiesto nell’sms, l’interlocutore chiama e l’utente (la ragazza, ndr) risponde senza parlare. In sottofondo si sente Iris che dice “sono già ubriaca”, Aris le chiede “hai bevuto?”, poi si sente la voce in sottofondo di un uomo, presumibilmente Silvio Berlusconi”.

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