Ogni giorno il governo Berlusconi si inventa una nuova maggioranza.  Mai numeri definitivi, ma trattati di volta in volta e soprattutto in attesa che con l’arrivo di nuovi parlamentari , possano crescere.

Insomma bisogna lasciar correre, sembra dirci  da dietro le quinte un occulto regista, perchè così deve andare. Anche le tensioni in aula e fuori dell’aula , che ci sono state la settimana scorsa per il voto sul processo breve, sono passate sotto silenzio.

Tutto è stato appianato e colui che potrebbe fare qualcosa per mettere fine a questo scempio, Giorgio Napolitano, guarda e tace e non interviene. Solo qualche rimprovero, qualche tono un po’ più concitato per l’offesa inflitta al Presidente della Camera. Uno sfogo di pancia il suo che non ha portato a nessun atto concreto.

Crediamo fermamente che il silenzio di Napolitano in queste ore ed in questi giorni sia grave. Dimostra di nn saper leggere ed interpretare i segni della storia e del tempo. La crisi parlamentare in Italia esigerebbe meno timidezza e soprattutto un richiamo serio (anche attraverso lo scioglimento delle Camere se necessario!) alla classe politica alle sue responsabilità. Non  può il Parlamento inventarsi la maggioranza giorno dopo giorno e soprattutto il paese non può aspettare, data l’entità della crisi economica e sociale, che il premier abbia i numeri per governare e fare le auspicate riforme.

Questa situazione ci espone all’instabilità politica ed apre le porte ad un periodo buio della nostra storia. Napolitano che ne è consapevole dalla “solidità” della sua poltrona non finga di non accorgersene. Prenda in mano le redini della situazione ed abbia il coraggio civile e morale di esercitare senza esitazioni le sue prerogative!

Francesco Capaldo

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