Karima El Mahroug, megli nota come Ruby Rubacuori, sarebbe pronta a costituirsi parte civile contro Silvio Berlusconi. La decisione definitiva però, fa sapere il suo legale, l’avvocato Paola Boccardi, non è ancora stata presa. “E’ un’opzione che esiste”, spiegano fonti vicine alla ragazza. La “riserva” verrà sciolta solo dopo un colloquio tra la giovane e il suo legale. E’ la novità clamorosa che aleggia in queste ore che precedono l’ormai imminente inizio del processo contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per il “Ruby gate”.

E sempre nell’ambito del cosiddetto caso Ruby, agli atti della Procura di Milano, spuntano, intanto, altre tre telefonate del premier.

La voce di Berlusconi emerge in delle conversazioni con alcune delle ragazze intercettate. Tra le carte vi sarebbe anche un bunga bunga trasmesso in vivavoce da una delle ospiti.

Le chiamate sono sopravvissute agli omissis dei pm proprio perché ad essere intercettato non era il telefono di Berlusconi, per il quale sarebbe stata necessaria l’autorizzazione delle Camere, ma quello delle ragazze finite al centro dell’inchiesta. La prima chiamata è con Nicole Minetti che ad agosto annuncia l’apertura delle indagini su Ruby. Dalla replica del premier, che insiste sulla maggiore età della ragazza, emerge già la linea difensiva poi effettivamente utilizzata dai suoi legali.

C’è poi chi chiama il presidente del Consiglio per chiedere un sostegno economico. “Mi sta finendo la benzina”, gli fa notare a settembre la russa Raissa Skorkina. L’ok di Berlusconi all’intervento del suo tesoriere personale arriva in pochi secondi.

A ottobre la telefonata è con la dominicana Marysthelle Polanco. Si parla di un casting ottenuto grazie all’intervento del premier. “Sono a Roma – esordisce lei -, oddio sono venuta a fare il casting con Pingitore. Ti ricordi?”.

Infine è giallo intorno a una chiamata in vivavoce, finita agli atti, in cui si sentirebbero alcune voci durante una delle notti del bunga bunga.

Mercoledì, intanto, prenderà il via a Milano il processo. Berlusconi in Tribunale “sicuramente non ci sarà”, ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. E forse nemmeno i suoi legali ‘storici’ Niccolò Ghedini e Piero Longo, impegnati alla Camera.

L’udienza, a meno di colpi di scena, sarà di smistamento, utile per rinviare il processo ad altra data, probabilmente tra fine maggio e inizio giugno.

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