Il futuro di Isola Bella rimane in primo piano e resta soprattutto l’incertezza sull’affidamento della gestione della Riserva. In attesa di vedere se l’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente confermerà la volontà di far gestire l’oasi al Cutgana, si svolgerà questo giovedì pomeriggio a Taormina una conferenza dal titolo “Isola Bella – un giardino con l’anima”.

L’incontro, previsto nell’aula consiliare di Palazzo dei Giurati, alle 16.30, è stato organizzato dal Garden club Taormina, dal Movimento Azzurro e dall’Associazione Umanesimo e Solidarietà, con il patrocinio del Comune di Taormina e della Provincia regionale di Messina.

Nel corso dell’appuntamento parleranno il sindaco Mauro Passalacqua, il presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto, Eugenio Raneri (presidente del Consiglio) ed inoltre vi saranno le relazioni introduttive di Giuseppe Pracanica (Movimento Azzurro), Anna Chiara Ardizzone (che realazionerà sul tema e titolo della riunione “Isolabella-un giardino con l’anima”) e l’avv. Marcello Scurria (che parlerà delle “Procedure di affidamento delle Riserve Naturali”).

L’incontro dovrebbe servire ad illustrare sia le scelte ambientaliste delle associazioni organizzatrici che le iniziative che intendono assumere la Provincia regionale di Messina e il Comune di Taormina per poter continuare a gestire Isola Bella. L’ente di Palazzo dei Leoni, al fine di stoppare l’affidamento della Riserva al Cutgana, ha dato nei giorni scorsi incarico all’avv. Scurria, di formalizzare un atto di diffida nei confronti dell’assessorato al Territorio ed Ambiente: una diffida a non procedere alla stipula della convenzione con il Cutgana, ritenendo che la Provincia sia un ente qualificato per gestire la Riserva.

La Provincia auspica, insomma, la sospensione dell’iter in atto e di poter prendere parte ad un bando pubblico. E anche Taormina, ovviamente, vuole la gestione di Isola Bella. “Non possiamo essere ospiti in casa nostra – ha detto il sindaco –  e non tolleriamo più che le decisioni su questa città vengono prese altrove, sopra le nostre teste e a dispetto di ogni nostra legittima richiesta”.

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