Berlusconi rinuncia alla villa a Lampedusa. In visita nell’isola invasa dai migranti aveva detto: “anche io sono lampedusano, mi sono attaccato ad internet ed ho trovato casa a Cala Francese, si chiama Due Palme e l’ho acquistata”. Questa storica frase corre il rischio di aggiungersi al lunghissimo elenco di cose dette dal nostro premier e prontamente smentite o rivelatesi semplicemente del tutto prive di qualsiasi fondamento. Perché la casetta a Lampedusa pare proprio che Berlusconi non la compri più, la trattativa immobiliare è interrotta e difficilmente riprenderà. Si dice in queste ore che il problema sia la vicinanza della villa all’aeroporto, il chè renderebbe eccessivamente rumorosa la casa. Senza scordarci che da quelle parti c’è la tendopoli allestita in queste settimane per i profughi.

L’annuncio, in ogni caso, era stato fatto in pompa magna con il Cavaliere vestito di nero di fronte ai lampedusani esasperati che gli chiedevano di risolvere il problema dei migranti, al suo fianco, travolto dall’eloquio presidenziale, il presidente della regione siciliana Lombardo. Faremo un casinò, non pagherete le tasse, metteremo del verde e coloreremo l’isola e dei migranti non ci sarà più traccia in 2/3 giorni al massimo.

Promesse, poco credibili forse persino per lo stesso Berlusconi che però, impavido, rilanciò: “mi sono chiesto come dare sicurezza ai lampedusani sul fatto che tutto quello che ho promesso sarebbe stato mantenuto. Ebbene, mi sono risposto, devo diventare lampedusano anch’io”, e giù applausi.

E che ci vuole, i soldi al Cavaliere non mancano, un giretto su internet, un assegno da uno o due milioni di euro, magari firmato dal solito Spinelli, e la casa è comprata. La più bella dell’isola secondo alcuni.

Bel gesto, il classico “colpo di scena” che nessuno si aspetta, sembra fatta. Ma i primi dubbi arrivano dallo stesso Lombardo: “Ho la sensazione che Berlusconi la casa a Lampedusa non l’abbia comprata veramente perché – rivela il governatore – quando siamo tornati a Roma in aereo e siamo passati sopra l’ormai famosa villa Due Palme, il premier si è meravigliato che fosse a 50 metri dall’aeroporto mormorando “ma, non lo so”. Potrebbe essere che temendo di sentire il rumore dei velivoli abbia cambiato idea”. L’ufficio smentite è già al lavoro.

Ma Berlusconi non aveva smanettato nottetempo su internet? Nel sito che pubblicizzava la villa c’era una foto, anzi una cartina, abbastanza esplicita in cui si vedeva che la costruzione era a due passi dalla pista dell’aeroporto. Disattenzione forse, ma quello che stupisce non è questo. Berlusconi è l’uomo che regale centinaia di migliaia di euro a simpatiche signorine per aiutarle, è l’uomo che ha acquistato un intero palazzo a Venezia: Palazzo Pisani Moretta, costruito nella seconda metà del XV secolo dalla famiglia Pisani che si affaccia in uno dei punti più affascinanti del Canal Grande, tra il ponte di Rialto e Ca’ Foscari e il suo valore supera i dieci milioni di euro. E l’uomo che possiede Villa San Martino, Villa Belinzaghi e Villa Campari sul lago Maggiore, una cosuccia da trenta stanze con molo privato. E’ lo stesso uomo che possiede Villa Certosa in Sardegna oltre ad un imprecisato numero di edifici ad Antigua. E qui compare un aspetto sconosciuto del Presidente del Consiglio: il suo “braccino”.

Di difetti ne sono imputati tanti a Berlusconi, ma mai era stato visto come tirchio e, rinunciare all’acquisto della villa a Lampedusa, rischia di farlo apparire in questo modo.

E’ abbastanza inverosimile credere che il Cavaliere o qualcuno dei suoi figli avrebbe mai pensato di usare la casa lampedusana, miseri 300 metri quadri, sono abituati a ben altro.

Era quindi un’operazione d’immagine l’acquisto, e nessuno credeva il contrario. Possibile che Berlusconi preferisca una, ennesima, pubblica figuraccia rispetto alla spesa di appena una milionata e mezzo di euro che per lui sono briciole? A sentir Lombardo sì. Dubbi confermati anche dal sindaco di Lampedusa.

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