Il gruppo di ricerca siciliano, nell’ambito della riabilitazione e cura dell’acufene, formato dalla Dr.ssa Daria Caminiti (otorinolaringoiatra e dottore di ricerca in scienze audiologiche ed otorinolaringoiatre), dalla Dr.ssa Milena Samperi  (psicologa ,specialista in psicoterapia cognitivo comportamentale), dal Dr. Eliseo Stefano Maini (ingegnere elettronico, dottore di ricerca in bioingegneria, ingegneria dei materiali e robotica, dottore in scienze audioprotesiche), e dal Dr.Antonio Bagnato(dottore in scienze audioprotesiche), facente parte del protocollo di lavoro e delle attività di ricerca nell’ambito della cura e riabilitazione dell’acufene  diretta dal Prof. Luca Del Bo, pone particolare interesse  nella diagnosi e cura delle modificazioni della funzionalità dell’articolazione temporo-mandibolare  generanti l’acufene.

Alterazioni e problemi dell’articolazione tra mandibola e cranio ,in particolare articolazione temporo-mandibolare o ATM, possono in alcuni casi causare la percezione dell’acufene o amplificarne l’intensità. Alcune componenti dell’orecchio medio hanno un’origine comune con la mandibola e l’ATM, quindi sono funzionalmente collegati anche alla muscolatura masticatoria e mimica.

Anatomicamente  l’ATM è posizionata bilateralmente e medialmente al meato acustico esterno e articola l’osso mandibolare con l’osso temporale, in particolare connette il condilo mandibolare con la fossa mandibolare del temporale interponendo fra loro un disco fibrocartilagineo. L’ATM svolge la funzione di articolare il movimento complesso della mandibola nei tre piani dello spazio, fondamentali per la masticazione e la fonazione, influisce inoltre sull’assetto della colonna vertebrale, sul funzionamento della  muscolatura cervicale e dorsale arrivando a condizionare le curvature della colonna vertebrale e di conseguenza la postura e l’equilibrio.

Sembra che  la principale causa di acufene” non uditiva”  sia appunto la modificazione della funzionalità dell’ATM come le asimmetrie, le malocclusioni dentali, il bruxismo,  lo stress responsabili di un’eccessiva contrattura dei muscoli masticatori. La dinamica alterata dell’ATM, provocando una sovrastimolazione del muscolo del martello, determinerebbe un’eccessiva suscettibilità dell’orecchio interno e associarsi ad acufene e sordità. Quando viene meno la corretta relazione tra arcata dentaria superiore e inferiore, si creano squilibri di forza durante la masticazione che compromettono la stabilità dell’ATM. Questo squilibrio si trasmette alla muscolatura cervicale, che assume contratture patologiche che secondo la teoria” somatosensoriale” possono innescare acufeni.

Le tecniche manipolative eseguite dall’osteopata, associate a volte a trattamento gnatologico, che tendono al riallineamento dei segmenti vertebrali e alla normalizzazione delle tensioni muscolari, possono migliorare la qualità di vita delle persone con acufene.Tra tutte le patologie evidenziabili nel settore medico, senza dubbio la patologia a carico dell’ ATM risulta essere la più complessa e la più temuta.  L’insorgenza della malattia si manifesta con rumori di click alle orecchie e/o affaticamento dei muscoli masticatori, fino a dolore in zona periauricolare ( otalgia riferita), cefalea, vertigine, problemi di udito e acufene. Moltissimi casi di deficit  articolari tradotti spesso in un complesso quadro sintomatologico, ben lontano talvolta dalla localizzazione dell’ATM, vengono ignorati o mal interpretati.

La patologia dell’ATM è di interesse multidisciplinare, con il coinvolgimento dell’odontoiatra (gnatologo), del chirurgo maxillo-facciale, dell’osteopata, oltre che  dell’otorinolaringoiatra che programmando un lavoro di equipe  possono giungere ad una corretta diagnosi ed a una terapia integrata. È importante quindi che l’otorinolaringoiatra possegga le giuste nozioni di base per poter sospettare  ed individuare eventuali  patologie a carico dell’ATM per poter indirizzare correttamente il pazienta affetto da acufene all’osteopata e allo gnatologo facente parte del team multidisciplinare di trattamento terapeutico dell’acufene.

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