Ci sono 800 nuovi migranti arrivati nella notte a Lampedusa, dobbiamo cercare una soluzione e la stiamo studiando”. Queste le parole del premier Silvio Berlusconi al termine dell’incontro con il premier tunisino Essebsi. Dopo il colloquio il presidente del Consiglio ha dichiarato che “c’è la disponibilità da parte del governo di Tunisi di esaminare la questione e la nostra volontà di farlo in modo assolutamente civile”. Berlusconi ha anche commentato quanto sta accadendo a Lampedusa, definendo comprensibile l’esodo dalla Tunisia anche perché i giovani nordafricani “cercano un miglioramento delle condizioni di vita” e ha ricordato i rapporti “sempre di grande amicizia” tra Italia e Tunisia, assicurando “ampia collaborazione” all’esecutivo di transizione di Tunisi “nel momento storico della passaggio alla democrazia”. Eppure i due esponenti del governo italiano non tornano questo pomeriggio a Roma con una intesa già sottoscritta. Secondo l’emittente privata ‘Hannibal’, tecnici dei ministeri degli Interni di Roma e Tunisi si incontreranno tra oggi e domani per definire un possibile accordo, e non è escluso che Maroni possa ritornare in Tunisia già domani per sottoscriverlo.

Mentre era in corso il vertice tra Berlusconi ed Essebsi, alcune decine di attivisti politici tunisini tenevano una manifestazione contro la politica del nostro governo sul tema dell’immigrazione davanti all’ambasciata italiana di Tunisi. I manifestanti hanno protestato in particolare “contro il trattamento riservato agli immigrati tunisini nei centri di detenzione temporanea per clandestini in Italia. Non a caso un immigrato tunisino si è dato fuoco nel centro di Manduria. Chiediamo al nostro governo di firmare nuovi accordi nei quali imporre ai partner europei di rispettare i loro impegni”.

Momenti di tensione si sono registrati, intanto, a Lampedusa nel centro per i minori, allestito nella ex base militare Loran. Le tensioni sono scoppiate quando 28 giovani, già identificati, sono stati prelevati per essere trasferiti nel Cpt dell’isola, dove ieri sera hanno dormito anche i 36 ragazzi che avevano protestato nell’altro centro dedicato ai minori, la Casa Fraternità della parrocchia.

Alla Loran restano 76 minori non ancora identificati. Secondo la stima dell’associazione Save the children, il numero dei minori a Lampedusa è di circa 150 ed è probabile che alcuni siano trasferiti già oggi fuori dall’isola.

La nave traghetto Clodia, della Grimaldi lines, partita domenica sera da Lampedusa, arriverà alla base navale di Mar Grande a Taranto della Marina militare. A bordo ci sono 1.040 immigrati tunisini. Salvo cambiamenti dell’ultima ora, come è avvenuto quale giorno fa per la nave Catania, sono destinati tutti alla tendopoli di Manduria, secondo fonti non ufficiali. E’ invece ufficiale l’attracco della nave domani mattina alle 7 al molo Chiapparo della base navale di Taranto.

Arrivato a Lampedusa per visitare il Centro di accoglienza, al senatore del Pd Furio Colombo, accompagnato dal deputato Andrea Sarubbi, è stato vietato l’accesso nel Centro di accoglienza dell’isola. Colombo spiega che “si è trattato di un provvedimento ad personam: avevamo preparato la nostra visita informando preventivamente il comandante dei carabinieri che ci ha accolti in aeroporto e accompagnati verso il centro”.

“Mentre eravamo in macchina – dice il parlamentare – abbiamo ricevuto una telefonata da un rappresentante della prefettura di Agrigento il quale ci ha detto che oggi era assolutamente vietato l’accesso nel centro anche ai parlamentari, che come tutti sanno possono visitare anche le carceri senza alcun preavviso”. Da quanto si apprende dai responsabili del Cpt, stamattina un altro parlamentare, Vincenzo Fontana del Pdl, ha invece visitato il centro.

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