La Francia sta dando di sé un’immagine in quest’ultimo mese di paese guerrafondaio e soprattutto intenzionato ad uscire dalla crisi attraverso l’antica logica della guerra.

E questo lo si capisce non solo per la guerra in Libia, ma anche per tante altre azioni francesi in  altri paesi. Nelle ultime ore è emersa in maniera alquanto forte sul giornale francese “Le Monde” la questione della Costa d’Avorio, che anche se appare del tutto irrilevante per i  giornali italiani che non  ne parlano, difatti non lo è.

Nelle ultime ore infatti la situazione è precipitata. Il presidente francese Nicolas Sarkozy  nella giornata di oggi è stato costretto a riunirsi con il ministro della difesa Gèrard Longuet, il ministro della cooperazione Henri de Raincourt, e il capo  di stato maggiore, Edouard Guilluad  per discutere delle feroci critiche che sono giunte dal campo Gbagbo relativamente alla presenza delle forze francesi in Costa d’Avorio.

Tutto è stato scatenato dal fatto che la “Licorne” (le armate francesi per la pace) ha preso il controllo dell’aeroporto internazionale di Abidjan. Ciò ha scatenato la critica del presidente  Laurent Gbagbo che ha parlato delle truppe francesi come di “un’armata di occupazione”.

«Noi crediamo che questa forza che opera in Costa d’Avorio sia un’armata di occupazione … il mandato dell’ONU non autorizza la “Licorne” ad occupare l’aeroporto di uno stato sovrano” ha dichiarato Toussaint Alain in una conferenza stampa a Parigi. Diversa è invece la versione dello Stato maggiore francese che asserisce che la presa dell’aeroporto è avvenuta in cooperazione con le Nazioni Unite in Costa d’Avorio.

La Francia ha  comunque inviato dei rinforzi di 300 uomini   nella notte tra sabato e domenica. In Costa d’Avorio al momento ci sono 1500 soldati francesi.

Ma secca e senza mezzi termini è la risposta di Gbagbo, che ha detto che la rivoluzione non è altro che una «coalizione di soldati mercenari ed europei e americani che usufruiscono dell’appoggio logistico della Licorne.

«È l’armata francese che si è messa al servizio della rivoluzione … l’armata francese è diventata una forza suppletiva della rivoluzione. Noi credevamo di avere a che fare con la rivolta di Quattare ed in realtà la Costa d’Avorio è impegnata in una guerra contro l’armata francese. Noi vogliamo sfidare l’opinione pubblica francese ed internazionale sull’atteggiamento dello stato francese che sarà responsabile di una guerra civile»  ha affermato il portavoce di Gbagbo.

A queste affermazioni è seguito un invito attraverso la televisione di stato controllata da Gbagbo a scendere in piazza contro i francesi: «gli uomini di Sarkozy stanno preparando il genocidio dei  ruandesi. Ivoriani usciamo in massa ed occupiamo le strade. L’armata francese occupa l’aeroporto Felix Houphoute- Boigny. Noi siamo in pericolo»

Questo messaggio ha spaventato la comunità francese in Costa d’Avorio ed il presidente francese ha affermato che nelle prossime ore sarà valutata la possibilità o meno di far rimpatriare i francesi che sono in Costa d’Avorio.

Intanto in aeroporto si sono rifugiati al momento ben 1650 stranieri di cui 800 francesi, temendo violenze e rappresaglie. Nelle ultime ore molti francesi hanno lasciato Abidjan per la capitale senegalese di Dakar.

Francesco Capaldo

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