Mentre in Italia si parla di caso Ruby e di altre questioni che agli italiani rispetto ai problemi reali possono sembrare irrilevanti, in Francia in vista delle elezioni del 2012 si discute di programmi e di idea di società. Ed i primi a mettersi in competizione sono proprio i socialisti che martedì prossimo presenteranno la propria ricetta per favorire l’uscita della Francia dalla crisi economica. Sanno di essere ormai vicini al traguardo.  Di questo è consapevole anche il segretario Martine Aubry, che sa che è giunto il momento di raccogliere i frutti del lavoro fatto nello scorso biennio.

Il programma socialista si articolerà in 30 punti. Al primo posto ci saranno: educazione, fisco, salute, politica industriale, ecc.  Secondo Guillaume Baachelay, che l’ha concepito, si tratta di un programma “seriamente di sinistra e di una sinistra seria”. Una sorta di azione di “ contropiede” contro la politica di Sarkozy.

Un programma volto ad aiutare principalmente le grandi masse in difficoltà per via della crisi che colpisce principalmente i ceti più deboli. Un programma che prevede che l’imposta sul reddito diventi una sorta di Contribuzione sociale generalizzata (CSG) per creare una grande imposta progressiva trattenuta alla fonte.

I  redditi da risparmio  comprese le stock-options saranno tassate “come rendite da lavoro”, dice il Journal du dimanche. Nella sinistra francese infatti  sta prevalendo l’ipotesi di una necessità della ridistribuzione della ricchezza, al fine di favorire quei ceti che sono stati particolarmente danneggiati dalla crisi.

È prevista infatti la a creazione di 300.000 posti di lavoro attraverso l’ISF (Imposta di solidarietà sul patrimonio) o  attraverso l’eliminazione nelle turnazioni di lavoro delle ore di straordinario. Ancora attraverso la creazione di una banca pubblica per aiutare le PME. Per quanto riguarda il piano relative al nucleare il PS, anche se diviso tra chi è a favore e chi è contro, questa volta sembra orientato verso la chiusura delle centrali nucleari.

Secondo Martine Aubry si tratta di un “progetto sociale  per la Francia, realizzato in coerenza con quanto abbiamo fatto negli ultimi due anni e mezzo”.

Si tratta della sintesi di un programma elaborato nel corso  nel 2010 in diversi convegni e forum organizzati solo per l’elaborazione del programma: “E’ la prima volta dopo il 1981 che la maggior parte del tempo è dedicata da persone di culture differenti per preparare il programma” commenta Christian Paul, intellettuale, ricercatore, sindacalista che ha contribuito a prepararlo.

Secondo Guillaume Bachelay tra il 2002 ed il 2007 i socialisti hanno perso perché mancava  un’idea di società che si inscrivesse in un progetto di respiro di tipo nazionale . A suo giudizio la realtà francese di oggi lotta con l’incubo della recessione economica ed in un contesto ormai globalizzato.

Francesco Capaldo

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