Le indagini sul delitto di Yara Gambirasio rimangono prive di una pista ben precisa e l’assassino è ancora a piede libero.   Nel mirino delle critiche c’è il pm Letizi Ruggeri della Procura di Bergamo su come ha condotto l’inchiesta sinora.  E viene anche fortemente criticato il Procuratore Capo di Bergamo, Massimo Meroni, che in una recente conferenza stampa indetta per fare il punto sulle indagini ha pronunciato 23 volte l’espressione “non so”. Chi ha ucciso la ragazza di Brembate di Sopra ritrovata morta in un campo incolto di Chignolo d’Isola? Sinora non c’è nessuna risposta e il timore è che il mostro non venga mai trovato.

Va all’attacco della Procura di Bergamo, l’avv. Carlo Taormina: “Di fronte a questa situazione noi cittadini non possiamo non riflettere criticamente. Abbiamo tutto il diritto di farlo. Avevano arrestato un marocchino per una interpretazione sbagliata, mentre bisognava essere molto più cauti. Mancano gli indizi su chi sia il colpevole, perchè non sono stati attuati i meccanismi per poterli trovare.  Una ragazzina di 13 anni che non ha il fidanzatino e nemmeno frequentazioni malsane fa pensare che uno sconosciuto l’abbia presa e portata via. Ma non avere indizi dopo quattro mesi significa, e lo ripeto, non averli saputi cercare. Com’è possibile che il silenzio dei genitori di Yara continui a pesare così gravemente su questa inchiesta. Come fanno a non urlare e gridare alla Procura “signori ma che cavolo state facendo”.

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