Proseguono le verifiche dei tabulati telefonici richiesti dai Carabinieri per far luce sul mistero della scomparsa di Maurizio Russo. Gli inquirenti stanno analizzando il traffico in entrata e in uscita delle utenze telefoniche dell’imprenditore, di cui non si hanno più notizie dal pomeriggio del 24 marzo scorso. Da qui potrebbero arrivare indicazioni ben precise per risolvere su questo mistero, che al momento sembra pressochè inespugnabile. C’è stretto riserbo, ma è emerso un elemento molto importante. La persona con la quale Russo si sarebbe dovuto incontrare alle 16 a Pasteria avrebbe infatti chiamato Maurizio già intorno alle 16.30 sul cellulare, per informarsi del motivo per cui l’imprenditore stesse ritardando all’appuntamento. Tuttavia già a quell’ora il cellulare di Maurizio risultava non raggiungibile.

A quell’incontro, Russo non si è mai presentato: e dunque perchè già alle 16.30 Russo risultava non raggiungibile?

Come sappiamo, quando un telefono è acceso e il problema è solo momentaneo, quindi di ricezione e di assenza di campo, sul telefono della persona che effettua la chiamata, in genere, arriva poi un sms nel quale viene notificato dal gestore telefonico che “la persona cercata è tornata disponibile”.

Un sms che, però, stando a quanto sinora noto, nel caso specifico non sarebbe mai arrivato sul display dell’uomo che quel pomeriggio del 24 marzo aveva appuntamento con Russo.

Gli inquirenti stanno inquadrando queste ed altre considerazioni, in un contesto che possa far comprendere dove possa essere finito Maurizio Russo e a quale destino, soprattutto, sia andato incontro.

L’ultimo avvistamento certo risale a quando, poco dopo le 15, è stato visto a Piedimonte, mentre a quanto pare c’è adesso molta incertezza sulla ripresa, da parte di una telecamera, a Linguaglossa, perchè il mezzo che si vede nell’immagine è lo stesso modello di furgone ma non si distinguono altri elementi sufficienti a far dire che si trattasse di Maurizio.

Ci chiediamo cosa sia successo da quando Maurizio era a Piedimonte, anzi da quando è uscito dal casello autostradale di Fiumefreddo, sino a quando il suo telefono era già non raggiungibile. Ad oggi c’è un’ora, un’ora e trenta minuti di mistero assoluto.

In ogni caso, un punto fermo nelle indagini, come detto, saranno i riscontri sul traffico telefonico e da lì a qualcosa o qualcuno si arriverà, per forza di cose, senza alcuna ombra di dubbio.

Non appena si avrà un quadro esatto ed esaustivo delle utenze che sono entrate in contatto con Maurizio quel giorno e in quelli immediatamente precedenti, è probabile che venga anche fatta un’analisi per ricostruire quali e quanti cellulari abbiano agganciato il 24 marzo le celle telefoniche dell’area dove si trovava Maurizio.

Parliamo, per altro, di tratti di strada per lo più decentrati e che si inseriscono quindi in un contesto territoriale che non ha un’alta densità abitativa. Ciò potrebbe ridurre il numero di apparecchi rilevabili e agevolare le indagini.

Non è da escludere che venga, poi, studiata anche l’intensità dei segnali, per capire se, il pomeriggio del 24 marzo nell’area in oggetto, due o più cellulari si siano mossi in contemporanea. Questo lo si vedrà, eventualmente, in un successivo momento.

Ecco perchè adesso si sta pensando innanzitutto a comprendere e tracciare, con la maggiore precisione possibile, il percorso fatto da Russo quel pomeriggio, nella fattispecie tra le 15 e le 16.30.

Tante ipotesi e poche certezze per il momento, alla ricerca di una verità che ci auguriamo possa arrivare quanto prima.

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