Torniamo a parlare di Isolabella e lo facciamo riportando su BlogTaormina un articolo, molto interessante, scritto sul sito amico “Normanno.com“, dalla collega Tiziana Caruso. “Dopo il provvedimento dell’assessorato regionale al Territorio e all’ambiente che affida al Cut Gana dell’Università di Catania la gestione della riserva naturale orientata Isolabella da Messina sono giunte le prime rivendicazioni.

Il sindaco Giuseppe Buzzanca, assieme  al collega deputato regionale Franco Rinaldi hanno ritrattato il voto favorevole al provvedimento. In più il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, ha formulato tramite l’avvocato Marcello Scurria, un atto di diffida al provvedimento emanato dall’assessorato guidato da Gian Maria Sparma.

La Provincia regionale di Messina era stata ente gestore della Riserva dal 2006 al 2009, anno in cui secondo gli atti inviati da Scurria a Palermo ha richiesto nuovamente l’affidamento del sito. Richiesta, a quanto pare, “inascoltata” dalla Regione. Nel frattempo sulla gestione della Riserva si sono abbattute grosse polemiche.

Isolabella come Napoli. E non solo per gli scempi al territorio. Il Wwf, gestore della riserva naturale orientata fino al 2006, ha denunciato alla Procura (sin dal 2005) una serie di presunti abusi e violazioni riguardanti, fra le altre cose, la realizzazione di impianti e innalzamenti fronte mare nella splendida cornice dell’Isolabella.  

Nell’esposto del 2009 il Wwf segnalava la presenza di lavori che interessano la “zona B” di riserva, all’interno della quale è stata realizzata una piscina di notevoli dimensioni (non è accartato se ci sia stato un iter approvativo da parte degli Enti ai tempi preposti: Provincia regionale di Messina, ARTA, Capitaneria, etc).

Pare che in merito alle varie segnalazioni siano stati comandati dei controlli, poi non effettuati dai tecnici competenti, a causa dell’acqua alta. Alla piscina si aggiungono poi, secondo le segnalazioni del Wwf, nuovi manufatti, innalzamenti dei tetti dei bungalow di un noto hotel della Riserva (acquistato da una nuova società alla fine del 2005), abbattimenti di arbusti e costruzione fronte mare di muri alti alcuni centimetri etc etc. Questo solo per quanto riguarda la cosiddetta “zona B”.  

Nella “zona A” di riserva, secondo quanto segnalato dal presidente del Wwf sezione Sicilia, Pier Francesco Rizza, un deposito per pedalò è stato adibito a discarica e latrina, con la presenza di calcinacci di varia natura ed escrementi.

Aurora Notarianni, legale dell’Ente ambientalista, ha presentato al Tribunale di Messina un’integrazione all’esposto del 2009 che segnalava tali fatti.

Già allora il Gip rilevò la necessità di disporre «accertamenti volti a verificare l’eventuale violazione di cui agli artt. 181 comma 1 bis d.lgs 42/2004 essendo gli interventi, pure documentati fotograficamente, ricadenti in zona sottoposta a vincolo». I tre mesi aggiuntivi di attività investigativa chiesti a dicembre dal giudice al Pm sono arrivati a conclusione in questi giorni, ma l’iter degli accertamenti risulta abbastanza complesso”.

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