È un calvario ormai senza fine quello del Giapppone. Ogni ora arrivano nuove notizie sempre più drammatiche e sempre più inquietanti. Poche ore fa si è appreso che i tecnici hanno riscontrato una crepa in una delle strutture di cemento del reattore n.2 e che l’acqua radioattiva va a finire nel mare. Ancora insomma rischio radiazioni e soprattutto si paventa anche il pericolo di inquinamento delle acque marine. Stando alle dichiarazioni rilasciate dalla Tokio Electric Power (Tepco) il livello di radioattività misurata è di 1000 MilliSieverts all’ora. Non si sa ancora se è la spaccatura del reattore ad essere la causa del forte livello di radioattività, rilevato al largo della costa nord- est del Giappone, ma è molto probabile. Così come non è certo se l’acqua contaminata venga dallo stesso reattore. È tutto ancora da accertare. In ogni caso la situazione è allarmante.

 La spaccatura va in qualche modo riparata e bisogna trovare il modo di impedire che l’acqua vada a finire in mare. “Tepco” ha annunciato che monitorerà con attenzione il livello di radioattività delle acque del mare e che nelle prossime ore riparerà il reattore con un’iniezione di cemento. Come uscire insomma dallo stato di emergenza.

Ogni soluzione sembra causare altri problemi. Per raffreddare il reattore sono state infatti scaricate migliaia di tonnellate d’acqua, che si sono infiltrate nelle gallerie sotterranee del reattore e poi sono andate a finire nell’Oceano Pacifico, con delle conseguenze facilmente immaginabili.

 Francesco Capaldo

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