Video shock sul nucleare in Italia. Il giornalista Gianni Lannes  dopo essere stato a Caorso, dove si trova una delle più importanti centrali nucleari italiane, da lì ha riportato una clamorosa e tremenda scoperta. Ha scoperto che il governo italiano ha affidato lo smantellamento alla ndrangheta, che a suo giudizio, è dietro ad una società che si chiama Ecoge con sede a Genova . I rifiuti tossici da Caorso, secondo Lannes, vengono trasportati fino a Genova, dove poi vengono caricati su delle navi e abbandonati in mare. Gianni Lanes ha provato a pubblicare tale inchiesta sul giornale per cui lavora, “La Stampa”, ma gli è stato impedito.

Una voce controcorrente la sua, profonda ed umana. Una voce di un uomo libero, senza padroni e soprattutto un uomo giusto.  Ad ascoltarlo si resta senza parole . Si capisce che se ci sono uomini come lui, forse c’è ancora una speranza per l’Italia.

Nessun giornale ha voluto pubblicare questa inchiesta. Il giornalista in un video su  youtube ci racconta con una straordinaria passione e con un grande coraggio, una verità che pochi conoscono.

Siccome il video potrebbe scomparire da youtube trascriviamo qui tutte le dichiarazioni di questo grande giornalista:

«Sono stato a Caorso e ho scoperto dei camion della ndrangheta che caricavano dei rifiuti nucleari all’interno dei container.

Container trasportati  a Genova e poi a La Spezia, in attesa di navi da affondare. E questo adesso, ora, non vent’anni fa.  E il mio giornale “La Stampa”  mi ha impedito di scrivere e nessun giornale italiano ha preso in considerazione questa situazione.

Mi hanno sbattuto la porta in faccia tutti.  Da Repubblica, dove ho lavorato per anni, al Corriere della sera. È una vergogna della categoria professionale. Noi giornalisti dovremmo  vergognarci. Sono il primo a vergognarmi. Stia tranquillo Berlusconi, stia tranquillo ministro Maroni, ministro Prestigiacomo! Si sono affrettati in una conferenza in Calabria a smentire la presenza delle navi e mi spiace che Grasso che pure stimo si sia prestato a questo gioco.

Sono sceso giù a Lamezia Terme domenica al Forum delle Associazioni, dei giovani, della Calabria, della Basilicata e della Puglia. C’erano solo i giovani, indifesi, siamo soli. Stiamo morendo. Nel mio Gargano i bambini nascono con le malformazioni. Ci sono tumori. È ora di dire basta.

Sono andato a Lamezia e ho dimostrato e ho smentito la tesi  del Ministro Prestigiacomo, di Grasso, di questo governo Berlusconi. Ho portato una pubblicazione della marina militare  italiana  edita nel 1977 e dal titolo “Mercantili perduti”.

Il “Catania” caro Ministro Prestigiacomo è affondato il 4 agosto  1943 nella rada di Napoli e non   a  Cetraro come lei ha sostenuto in conferenza stampa. Lì sotto ci sono navi imbottite di rifiuti radioattivi  e rifiuti chimici. Le hanno affondate in quella zona per confondere le idee,  perché sapevano che durante la I e la II Guerra Mondiale sono stati affondati relitti militari e solo per impedire un ritrovamento lo hanno fatto, per camuffare la realtà.

A venti miglia dalla costa calabra del basso Tirreno ci sono centinaia di navi, migliaia di container imbottiti di rifiuti pericolosi , cari signori del governo ! È ora di dire basta italiani. Dobbiamo ribellarci a tutto questo. Io lo faccio soltanto per i bambini. Sono padre ho un bambino di 11 mesi .

I governi sanno. Ho cominciato a scriverne alla fine degli anni Ottanta sui giornali nazionali ed internazionali. Tanti parlamentari hanno fatto interrogazioni. Non sono mai state date risposte. Ho ricevuto minacce, tentativi  di corruzione. Siamo rimasti isolati. Il mio giornale non mi difende. Ci impediscono di lavorare. Ho dato vita a  un giornale alcuni mesi fa. Un giornale online: “Italia e terra nostra”. Hanno intimidito anche i ragazzi di vent’anni. Sono arrivati a questo  e non risponde il governo.

In aula Orlando ha incalzato il Ministro Maroni. Hanno delegato un sottosegretario che non sapeva nulla. Noi abbiamo preso  un impegno per la fine di gennaio: vi dimostreremo documenti e prove alla mano che nei mari italiani dal 1974 sono state affondate tantissime navi.

Gli industriali europei  hanno questa responsabilità  e anche quelli italiani. La Montedison, l’Eni, l’Enel solo per restare in Italia. E poi i rifiuti nucleari,  hanno utilizzato le mafie per affondare le navi . Lo Stato ha fatto questo. I governi, vero Andreotti! Altro che organico alla mafia; hanno dato le direttive.

Questo è accaduto nel nostro paese  non abbiamo noi giornalisti la forza e la spina dorsale per dire oggi queste cose. E  questo è grave. Mi hanno dato una “ciambella” in Francia. Mi hanno detto “venite qui, lo facciamo da qui! Lo rilanciamo. Magari i giornali italiani lo riprenderanno come hanno sempre fatto!”. Perché vivono di questo. Vivono a rimorchio. Non esistono più editori puri come ben sanno Peter e tanti altri colleghi che sono qui presenti.  E allora se vuoi raccontare la verità questo è il prezzo che devi pagare.

Sapete cosa mi hanno detto i carabinieri? Che queste azioni sono tese a condizionare la mia inchiesta. Io mi sto occupando di nave dei veleni da sei mesi. Perché la magistratura che si sta occupando di questo caso non ha fatto nulla? Abbiamo verificato. Non hanno fatto nulla, neppure uno straccio di indagine.

Io ho fornito un quadro indiziario pieno di prove. E non hanno fatto nulla. Il governo se ne infischia perché è complice di questa situazione. Così i governi del passato. molti governi del passato, soprattutto ai tempi di Craxi.

E non hanno portato rifiuti soltanto in Libia e in Somalia, ma li hanno affondati anche nei nostri mari.  È ora di dire basta, di fare qualcosa di concreto.

Io sono giornalista e posso fare questo. Posso fare informazione. Ho messo insieme un gruppo di giornalisti e noi alla fine di gennaio dimostreremo che questo governo, come altri governi, hanno distrutto la vita e messo a repentaglio il futuro di intere generazioni. È ora di dire basta. E su la testa!  Grazie».

Francesco Capaldo

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