Il fronte bellico che si è aperto in Libia ha riproposto in maniera drammatica in Europa il problema degli immigrati e a sentire la pressione di una nuova ondata di disperati provenienti dal Maghreb sono soprattutto quegli stati che rappresentano la porta d’ingresso per l’Europa.  A soffrire di questa situazione come l’Italia è anche la Grecia  , che nelle ultime ore ha espresso una forte preoccupazione  per l’arrivo di immigrati    libici. Secondo il ministro degli Esteri Grigoris Dèlavekouras : «C’è una guerra in corso, che ha creato di fatto una nuova ondata migratoria… l’immigrazione irregolare è fonte di grave inquietudine… essa continua ad essere un pericolo per  tutta l’Europa.

È bene che il nostro paese sia in prima linea, e questo problema dovrà essere condiviso da tutti gli Stati.» La Grecia come è noto si trova a sud-est dell’Europa e rappresenta una delle principali porte di ingresso, un corridoio privilegiato a cui spesso i migranti ricorrono, per arrivare in Francia o in Germania.

Per questa ragione l’Unione Europea negli ultimi anni ha provveduto ad aiutare la Grecia a presidiare le proprie frontiere sull’Egeo e sul fronte terrestre greco-turco e ciò ha contribuito in una certa misura ad allentare la pressione migratoria.

Tuttavia la guerra in Libia mette in forse la capacità greca di poter contenere il flusso dei migranti nonostante M. Dèlavekouras abbia dichiarato che le guardie di frontiera europee “si sono già schierate  nel Mediterraneo, nelle zone di interesse rilevante per l’Italia e della Grecia”.

In Italia infatti sono arrivati ben 20.000 tunisini dopo la caduta del regime di Ben Alì ed ora il timore,non del tutto infondato, è che i libici tentino di arrivare in Europa  passando per le frontiere greche.

L’altra porta d’ingresso per l’Europa purtroppo è rappresentata dal nostro paese. Nonostante le promesse fatte da Berlusconi, stando alle notizie trapelate sulla stampa, per la prima volta un’imbarcazione di migranti dalla Libia è arrivata in Italia nella notte tra il 26 ed il 27 marzo.

È la prima avvisaglia di un’ondata ancora più grande? La nave trasportava 350 persone (Eritrei, somali, etiopici) ed è partita da Tripoli. Mussie Zerai un prete  a bordo ha dichiarato: «Mi hanno detto che i militari (libici) hanno comandato loro di partire».

E poi ha precisato che quattro o cinque imbarcazioni che trasportavano un migliaio di persone hanno lasciato le coste libiche con destinazione per l’Italia.

«Fino a questo momento, i soli migranti che arrivavano a Lampedusa erano tunisini. Si tratta della prima nave proveniente dalla Libia» ha dichiarato Laura Boldrini, portavoce in Italia dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, assicurando che questi rifugiati avevano bisogno di protezione internazionale.

Quale sorte toccherà a questi migranti? Dovrebbero essere imbarcati, stando alle notizie in nostro possesso,  su una nave con destinazione Porto Empedocle, presso Agrigento in Sicilia, dove saranno trasferiti in un centro di accoglienza per rifugiati, come ha indicato l’agenzia italiana “Ansa”.

In Italia si  teme che potrebbero arrivare dai 200 mila ai 300 mila immigrati in caso di caduta del regime di Gheddafi, oltre ai già 15.000 mila tunisini, che sono arrivati a Lampedusa. Alla situazione già precaria dei tunisini accampati sull’isola di Lampedusa, potrebbe aggiungersi anche la pressione dei libici.

Insomma si fa sempre più vicina la minaccia di Gheddafi che aveva promesso di smettere di “lottare contro l’immigrazione e che milioni di immigrati sarebbero arrivati in Europa”.

Francesco Capaldo

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