Nonosntante sulla stampa italiana sia ormai passata in secondo piano l’emergenza nucleare in Giappone, questa continua ad occupare l’attenzione dei giornali stranieri, che guardano con preoccupazione e constante timore l’evolversi della situazione in Giappone. Il silenzio dei media italiani dimostra purtroppo per l’ennesima volta la loro scarsa propensione ad una cultura dell’informazione, ed una maggiore vocazione allo scoop pubblicitario. Esaurita la notizia che attira visitatori e favorisce le vendite si tende a non parlare più del problema. All’informazione insomma si preferisce l’evento mediatico, che non favorisce la formazione di una coscienza civile da parte delle masse.

Ciò potrebbe spingere  molti a pensare che l’emergenza nucleare in Giappone sia finita; invece non è così.

Mentre noi comodamente nelle nostre poltrone siamo assorbiti dai deliri di onnipotenza del nostro premier e della nostra classe politica, che sta pensando a come convincere gli italiani che in fondo in fondo il nucleare è la panacea dei nostri mali, l’emergenza non solo continua, ma ore dopo ore diventa sempre più forte il rischio di una immane catastrofe ambientale ed umanitaria.

Dello iodio infatti è stato ritrovato giovedì in una falda acquifera a 15 metri sotto la centrale. Ancora secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e Greenpeace, le radiazioni in Giappone continuano ad estendersi fino ad un’area di 40 chilomentri. Secondo la “Tepco” hanno raggiunto valroi di 4835 volte superiori alla norma.

Il governo giapponese dovrebbe quindi allargae la evacuazione, che al momento si estende per un’area di 20 kilometri. Secondo Denis Flory, il Capo del Dipartimento di sicurezza nucleare dell’Agenzia internazionale atomica: «I prmi risultati indicano che i valori giustificano un’evacuazione. Noi consigliamo ai nostri interlocutori di valutare con attenzione la situazione».

Ma nonostante l’appello di Flory il governo nipponico non sembra intenzionato ad allargare l’area di evacuazione. Cade nel vuoto anche l’ammonimento dei tecnici di Greenpeace che pensano che non è opportuno  per gli abitanti di restare a Litate, principalmente per i bambini, le donne e gli anziani.  Il governo giapponese, inoltre, a loro giudizio dovrebbe «smetterla di privilegiare la politica a spese della scienza ».

Ma il Governo giapponese finge di non udire gli appelli che vengono dal mondo scientifico e rassicura la popolazione, attualmente esposta alle radiazioni, dicendo che non c’è di che preoccuparsi. Preferisce ignorare il problema anche a costo di sacrificare altre vite umane. Siamo insomma ad un delirio ed ad un’incoscienza senza precedenti. Siamo al sonno della ragione che purtroppo, come la storia ci insegna, genera mostri!

Francesco Capaldo

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