Si aggrava la posizione di Alessandro Cozzi, l’ex presentatore Rai che mercoledì ha confessato di aver ucciso per una questione di soldi il suo socio Ettore Vitiello. Adesso riaffiora un altro probabile omicidio. Nel ’98 il conduttore fu infatti coinvolto nella morte di Alfredo Capelletti, brutalmente ucciso a coltellate. All’epoca l’uomo era l’unico sospettato, ma a suo carico non emersero elementi di prova. Ora la sua posizione lascia spazio a nuovi dubbi. Le coincidenze tra i due delitti, del resto, sono più di una. A cominciare dall’arma utilizzata: un coltello. Passando poi per l’ambiente in cui sono maturati gli omicidi: il campo della formazione. Prima di morire, sia Ettore Vitiello, sia Alfredo Capelletti avevano inoltre pendenze economiche proprio con Cozzi.

Vitiello, stando alla confessione dell’ex conduttore Rai, sarebbe stato ucciso per 34mila euro da dividere e mai spartiti. Capelletti, i cui rapporti con Cozzi erano via via peggiorati per questioni economiche, è stato trovato morto il 13 settembre del 1998 nel suo ufficio con un coltello in mano e una profonda ferita al cuore.

Apparentemente Capelletti si era tolto la vita, ma la ricostruzione dei fatti non ha mai convinto gli investigatori per molti motivi: dalla dinamica del suicidio alla mancanza di motivazioni legate al gesto estremo.

Cozzi fu indagato e interrogato più volte. Il suo nome finì anche nella relazione finale trasmessa al pm, ma alla fine a suo carico non emersero elementi di prova sufficienti per incriminarlo. La moglie di Capelletti riuscì a far riaprire il caso due anni più tardi, ma dopo sei mesi di indagini senza esito il fascicolo tornò in archivio.Fino a martedì 19 marzo, quando l’omicidio di Vitiello ha fatto riaffiorare i dubbi sul misterioso suicidio.

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