Giornata calda oggi a Montecitorio. Fini è stato colpito da un giornale, lanciato da uno dei componenti del PDL. La maggioranza è andata sotto durante la votazione per il processo breve, e questo ha fatto saltare i nervi ad Alfano, che ha lanciato la propria tessera per votare nell’aula. Situazione senza precedenti. Una carica dello stato è stata prima offesa ieri da un ministro che dovrebbe dare l’esempio, ed oggi addirittura colpita da non si sa chi. Perché tace l’Italia dinanzi a tutto questo? Perché sta a guardare che la normale vita democratica sia stravolta e non siano rispettate quelle regole che sono a tutela della nostra democrazia?

È possibile che la maggioranza di governo rispetto a chi la pensa diversamente non sappia usare altri toni se non quelli della violenza e dell’insulto? Qualunque siano le idee di Fini resta in ogni caso il Presidente della Camera. Il suo ruolo, in quanto fino ad ora l’ha svolto con imparzialità e con misura e secondo la legge, va rispettato in quanto implica obbedienza alle regole della vita democratica.

E se qualcosa va contestato a Fini, questo deve essere fatto solo nei termini previsti dalla legge e mai con il ricorso all’insulto o alla violenza. Atto grave quindi che la dice lunga sulla situazione della maggioranza di governo, che mancando dei numeri per poter portare avanti la propria presunta azione riformatrice, è in fibrillazione e manifesta chiari sensi di disagio, che spesso si esprimono attraverso l’arroganza di chi sa di avere il potere.

Proteste ci sono state anche dinanzi alla Camera, dove gruppi di manifestanti sono scesi in piazza per dire no al processo breve, che liberebbe in poco tempo delinquenti, ladri, profittatori. Insomma l’Italia va a rotoli. Così Zingaretti, il presidente della provincia di Roma, commenta il processo breve e ciò che è accaduto oggi: “a Roma e provincia, c`e` il rischio di prescrizioni per circa 10mila processi. Diecimila imputati torneranno quindi in libertà. Mi viene da dire: destra ladrona.

Ci hanno insultato per anni come romani, hanno chiesto il consenso per garantire sicurezza e da oggi lasceranno circolare impuniti per i nostri quartieri ladri, violentatori, corruttori, truffatori, persone accusate di omicidi colposi o per responsabilità di infortuni sul lavoro. Una vergogna. Ma che Italia é quella che aiuta i delinquenti e toglie le maestre dalle scuole?”

Francesco Capaldo

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