Il racconto è il viaggio di una spedizione di prescelti tesa a sollevare sei popoli di sei terre di sei Re, dalla stretta mortale di Gorokh; il Signore del male. Primo ingrediente. Un Signore tanto cattivo e tato fortunato quando, inaspettatamente, gli si profila dinanzi una condizione di assoluto vantaggio. A causa delle empietà e le atrocità compiute dagli avi, per aver legato con lui un patto scellerato, i popoli preferiscono perdere la memoria piuttosto che affrontare la triste condizione. Essi vivono in totale apatia e indifferenza senza chiedersi il perché delle loro sofferenze, stenti e fame mentre i druidi, messi al bando in tempi lontani, non sono più in grado di svegliare le loro coscienze. Altro ingrediente. Un Signore tanto cattivo, tanto fortunato ma anche tanto sfortunato quando scopre che Alinah, l’essenza del Bene Supremo, decide di dare agli uomini un’ultima possibilità donando un prodigio capace di destare la memoria sopita.
Gli ingredienti che fanno di Gorokh un racconto fantastico, ci sono tutti. Ma che cos’è in realtà Gorokh? Gorokh è il viaggio nei millenni di storia dell’uomo e ci racconta come egli abbia interpretato il bene e il male. E’ dunque un racconto spiccatamente simbolico che si articola attraverso la numerologia, l’alchimia, i credo, miti e le credenze popolari. L’analisi si snoda dalla tradizione celtica a quella romano cristiano-cattolica, araba, egizia sino a strizzare l’occhio alle civiltà precolombiane. La nostra superbia, giacché detentori della conoscenza e non più oscurati dalla semplicità e l’ignoranza, ci spinge a considerare con banalità quei tempi lontani.

Ma chi siamo “noi”? Noi siamo il frutto, nel bene e nel male, di quelle antiche scelte. Facciamo un esempio.

Cosa sarebbe accaduto se Cesare avesse dato credito alle parole dell’indovino che sui gradini del senato lo esortava a seguire il consiglio del volo sinistro alle idi di marzo?

Tanto per cominciare, non sarebbe morto; ovvio. Forse, avrebbe fatto un ripulisti all’interno del senato stesso. L’impero d’oriente avrebbe avuto tutt’altra storia ( basti pensare all’Egitto) mentre Roma non avrebbe patito i 13 anni di guerra civile. Cos’è una guerra civile? È la stagnazione economica, sociale e culturale di un paese. In sostanza Roma si fermò per 13 anni. Per 13 lunghi anni Roma non visse. Ciò vuol dire che a 2010 dobbiamo sottrarre 13 anni così come gli anni di oscurantismo culturale che, in diversi periodi della storia, hanno rallentato sensibilmente la nostra evoluzione creando buchi neri incolmabili. E allora? Quanti anni abbiamo in realtà? Beh, giacché la matematica non è un’opinione, direi parecchi secoli in meno.

Cosa sono il bene e il male?

Mi scuso preventivamente con i credenti e non, ma chiedo di non considerare blasfemo ciò che dirò. Chiedo piuttosto, lo sforzo di razionalizzare ciò che razionalizzabile non è. Piuttosto che ricorrere alla tradizione nordica, araba o egizia, prendiamo in esame due esponenti d’eccezione e che conosciamo bene; Dio e Lucifero. Lux Ferre; il fautore di luce; il portatore di luce; la luce del mattino, lo definì Elia. Afflitto da solitudine Dio creò una schiera infinita di angeli stabilendo un’elite di fedelissimi stretta intorno a sé.

Perché creare un tale spiegamento di forze? Costituire un’elite di creature “specializzate?” Evidentemente per il suo progetto che, sappiamo, non si esauriva con il “poco”. Ci chiediamo: “l’elite era informata sui progetti di Dio o ne era completamente all’oscuro?”

Dell’elite faceva parte anche Lucifero; una creatura di particolare bellezza e dal fascino straordinario al punto che Dio stesso se ne innamora perdutamente, mentre trascorre intere giornate ad ammirarne le magnifiche fattezze. Tuttavia, il progetto prosegue incessante e Dio creò l’uomo; privo del fascino di Lux Ferre, ma senza dubbio singolare e curioso. Divertito dalla strana creatura, Dio trascorre le sue giornate ad osservare l’uomo trascurando il suo angelo prediletto. Forse Lucifero tentò in tutti i modi, senza successo, di riguadagnare l’attenzione di Dio. E Dio vide che l’uomo, afflitto da solitudine, trascorreva le sue giornate in completa apatia. Egli, che ben conosceva quella tristezza, gli donò una compagna. Risentito, Lucifero si recò dagli altri dell’elite e con abilità, quasi riuscendo nel suo scopo, ci hanno insegnato, cerca di insinuare il seme del dubbio e della ribellione.

Ci chiediamo: “perché compiere un’ingenuità tale da mettere a repentaglio la propria posizione di privilegio? E’, questa, la nota “INGENUITA’ DEL MALE?” Bene fecero, gli altri scaltri dell’elite, a tornare sui propri passi! Dio, onnisciente, onnipotente e onnipresente, si accorge della tresca ai suoi danni e lo defenestra. Ristabilendo gli equilibri infranti, precisa che quel posto non è governato da uno stato democratico; “io sono”, tiene a ribadire. Dio sapeva bene che la scelta, per lui obbligata, di dotare le sue creature di sensibilità al fascino e bellezza, affinché potessero glorificare la sua stessa creazione, aveva come effetto collaterale la vanità, l’invidia e la gelosia. Per questo si vede costretto a stabilire un confine; “Tutto, tranne il frutto di quest’albero”; l’albero della vanità. Non potendo bastonare il padrone e con il fine di colpire la dignità di chi l’aveva scacciato, Lucifero tenta i due inducendoli alla disobbedienza. Ci hanno insegnato che egli, persa la sua avvenenza mentre precipitava sulla terra, si reca dai due con le sembianze di un serpente.

Sappiamo che la bibbia spiega in tal modo la paura atavica del serpente comune a tutti gli esseri viventi, ma chi si farebbe corrompere da una creatura infida come un serpente o mostruosa e con il piede caprino? Noi; così sensibili al bello, alla perfezione al punto di preferire perdere coscienza piuttosto che continuare ad ammirare un Caravaggio, ci lasceremmo davvero ingannare da un essere mostruoso? Nessuno si lascerebbe sedurre. Al contrario, cosa fareste se un tizio alto uno e novanta, bello come il sole, biondo con occhi azzurri e una 24ore di pitone bussasse alla vostra porta proponendovi un contratto?

Molto probabilmente, Lux Ferre mantenne il suo splendore e fascino e, siamo certi, il suo successo è dovuto proprio a questo.

Il FASCINO DEL MALE. A conoscenza dell’accaduto, Dio scaccia i due i quali ebbero due figli. Caino e Abele. Uno piace a Dio; l’altro no; vanità, invidia e gelosia; Caino uccide Abele. L’intera bibbia, dalla Genesi ad Armagheddon, è piena di tale simbologia passando per il nuovo testamento quando Lux Ferre, convinto di poter far presa sulla parte umana di Gesù, lo tenta per tre volte.

Quali sono le dinamiche attraverso le quali il bene e il male interagiscono tra loro interferendo nella vita dell’uomo?

Ci hanno insegnato che il male fa la guerra. Anche il bene pare che si stia preparando allo scontro finale armato fino ai denti. Ci hanno insegnato che il male usa l’uomo per ingrossare le fila del proprio esercito. Anche il bene lo fa; e senza contratti. Dicono che il male sia infido e non perdona. Provate a non amare qualcosa cui tenete o non avere passione per ciò che adorate. Se ci riuscite, fatemelo sapere; così, finalmente smetterò di scrivere.

Si dice che il male voglia il governo del mondo. Che io sappia, anche il bene sgomita per la poltrona e la supremazia. Dunque? Quali sono le differenze tra i due? Soltanto una; le conseguenze delle scelte che si compiono lasciandosi corrompere dall’uno piuttosto che dall’altro. Se andassimo da Lux Ferre e chiedessimo perché gli uomini scelgono il bene, Lui giustificherebbe con l’esistenza del libero arbitrio. Ciò nonostante questa è la stessa risposta che darebbe Dio se gli ponessimo la medesima domanda.

E dunque? Cos’è il libero arbitrio se non una giustificazione per l’impossibilità da parte di entrambi di sottrarsi all’eterno movimento ottenendo così la supremazia sull’altro?

Il libero arbitrio è solo una mera giustificazione del bene e del male incapaci di vincere la guerra ad armi pari. Ci hanno insegnato che il bene e il male, di fatto, governino il mondo tirando i fili dell’uomo ora da un lato ora dall’altro. Ma davvero il potere del mondo è in loro mano? Davvero l’uomo è solo una vittima o in realtà è il padrone del mondo e, tenendoli in pugno, il solo capace di spostare l’ago della bilancia a favore ora di Dio ora di Lux Ferre? Non è questo il motivo che spinge i due a porre in essere quanti più inganni possibili per appropriarsi delle risorse interiori dell’uomo?

Abbiamo detto che Lux Ferre bastonò l’asino perche non poté bastonare il padrone. Bastonò l’uomo perché non poté bastonare Dio; non poté. Ma allora, perché Dio lo scacciò senza distruggerlo rinunciando all’assoluta supremazia? L’ha fatto perché non ha voluto; e qui urgerebbe una sana spiegazione razionale, o perché non ha potuto?

Attenzione! Perché tutte le civiltà ci hanno insegnato che l’eterno movimento non è poi così eterno. Ci hanno messo in guardia circa la resa dei conti cui l’uomo non potrà sottrarsi.

A questo punto, come volete che concluda il mio intervento? Alla resa dei conti… speriamo vinca quello giusto. Io… speriamo che me la cavo!
Voi… fate un po’ come volete!

Diletta Nespeca

© Riproduzione Riservata

Commenti