Gli obiettivi del Piano sanitario regionale 2011-2013, sono stati illustrati  dall’assessore alla Sanità regionale, Massimo Russo, nelle scorse ore a Palazzo dei Normanni. Riduzione entro il 2013 del 15% del saldo negativo del numero delle prestazioni tra mobilità passiva e attiva extraregionale, delle liste di attesa per le prestazioni di diagnostica, l’entrata in funzione dei tre centri di eccellenza, pediatrico a Palermo, oncologico a Messina e ortopedico a Catania, riduzione della mortalità neonatale allineandosi alla media nazionale, e migliorare le reti cliniche secondo il modello “Hub e Spoke”. Queste, dunque, alcune delle 54 finalità del Piano sanitario regionale 2011-2013. “Questo piano della Salute è un grande esempio di democrazia partecipata – ha detto Russo -, perchè fissa gli obiettivi di salute della Regione siciliana dopo un lungo confronto con esperti, società scientifiche, università e rappresentanti della società civile a tutti i livelli”.

Il Piano della Salute 2011-2013 della Regione siciliana, che copre un vuoto lungo più di dieci anni (l’ultimo piano risale al 2000), traccia le linee di sviluppo programmatiche a cui deve essere improntata l’azione dell’assessorato e delle Aziende sanitarie e pone alla base di tutto la centralità dell’utente.

L’offerta dei servizi viene articolata in un sistema di rete, esteso in modo capillare a tutto il territorio regionale, rispondente agli effettivi bisogni di salute della popolazione. Si tratta di uno strumento flessibile di programmazione degli interventi, suscettibile di aggiornamenti, approfondimenti ed integrazioni in relazione ad eventuali esigenze sociosanitarie emergenti o a nuove disposizioni normative.

Il Piano da un lato promuove il territorio quale sede primaria di assistenza e di governo dei percorsi sanitari con la realizzazione di un sistema che costituisca un forte riferimento per la prevenzione, la cronicità, le patologie a lungo decorso e la personalizzazione delle cure; dall’altro, pone le condizioni per la riqualificazione dell’assistenza ospedaliera puntando all’appropriatezza dei ricoveri, dall’acuzie alla riabilitazione e alla lungodegenza.

Il Piano della Salute è articolato in quattro sezioni principali. La prima, “Analisi di contesto”, comprende un approfondimento del profilo demografico, biostatistico, epidemiologico e socio-economico della popolazione siciliana distribuita nelle nove province, finalizzata all’individuazione del fabbisogno di salute.

La seconda sezione, “La risposta di salute in Sicilia”, mette in evidenza la rilevanza strategica, sia dal punto di vista sociale che sanitario, dell’attività di prevenzione nei
diversi ambiti specialistici, compresi quelli alimentare, veterinario e dell’ambiente.

Prevede una parte dedicata alla centralità del territorio con la riorganizzazione dell’assistenza primaria, il potenziamento della rete assistenziale territoriale e l’implementazione di più qualificati modelli di cura per la gestione delle cronicità e
la continuità assistenziale.

Viene dato rilievo alle tematiche relative all’integrazione sociosanitaria includendo la non autosufficienza, le disabilità e gli immigrati, le politiche del farmaco, la nuova configurazione dell’offerta ospedaliera secondo il principio delle reti integrate e l’applicazione del modello “hub & spoke”, le innovazioni del sistema di emergenza-urgenza e l’assistenza nelle isole minori.

La terza sezione, “Aree prioritarie di intervento”, delinea specifici ambiti di intervento in aree di peculiare interesse quali la salute della donna e del bambino, l’area oncologica, l’area
cardiologica, le neuroscienze, la gestione del politraumatizzato, l’area dei trapianti e il Piano sangue, l’area della salute mentale e le dipendenze. Per ciascuna area viene trattato l’intero percorso assistenziale.

La quarta sezione, “Qualità, ricerca e sviluppo”, affronta temi trasversali ai vari ambiti specialistici, di fondamentale importanza per la riqualificazione del sistema sanitario e per la sua misurabilità, tra i quali si annoverano il miglioramento della qualità, il governo clinico e la sicurezza  dei pazienti, la formazione degli operatori, la comunicazione/consenso informato, la ricerca e la programmazione degli investimenti nonchè le modalità di monitoraggio e valutazione delle azioni inerenti l’attuazione del Piano.

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