Dal mondo cattolico, attraverso la voce di Monsignore Martinelli, si leva un’inquietante ombra sulla guerra in Libia. Secondo il vescovo francescano  si vuole continuare con la guerra. “Ora”, afferma “ i ribelli sono alle porte di Sirte, ma passare Sirte non sarà affatto facile. Armare una parte della popolazione libica contro l’altra non mi sembra     una soluzione morale.  Quanto all’azione della coalizione  non mi si venga a dire che si bombarda per difendere la popolazione civile. Per quanto siano precisi i bombardamenti contro gli obiettivi militari, certamente coinvolgono anche gli edifici civili circostanti. So di almeno due ospedali che hanno subito danni indiretti causati dai bombardamenti. Sono andate distrutte porte e finestre ed i pazienti sono sotto shock”. Secondo Monsignor Martinelli le operazioni militari “stanno causando vittime tra quei civili che si vorrebbe proteggere. Se si vuole una soluzione pacifica occorre coinvolgere l’Unione Africana, la Lega Araba e alcuni organi locali. Ma mi sembra che prevalgano altre logiche. Per quanto riguarda i richiedenti asilo, eritrei ed etiopici, la maggior parte sono stati trasferiti in Tunisia.

Altri hanno raggiunto Malta e Lampedusa. Qui a Tripoli ne sono rimasti circa il 25 per cento. E con loro ci sono comunque altri migranti africani, soprattutto congolesi e ciadiani”.

Mentre tutti tacciono e sembra quasi che la guerra non ci sia, lo sguardo vigile della Chiesa denuncia un massacro che si sta consumando nel silenzio e che alla lunga finirà, se continua, per generare una nuova questione umanitaria.

Purtroppo la guerra come sempre è mossa da ben altro che da motivazioni ed agli Stati Uniti, alla Francia, all’Inghilterra ed anche al nostro paese poco importa che muoiano anche i civili. Le ragioni dell’Occidente vanno difese ad ogni costo.

La conquista del petrolio libico vale, secondo le forze alleate, il prezzo di una catastrofe umanitaria ed il sacrificio di tante vite umane.  Certo Gheddafi è un dittatore e questo è fuor di dubbio. Ma coloro che oggi gli muovono guerra ed ieri gli erano amici, sono migliori di lui?

Francesco Capaldo

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