Per quanto tempo ancora gli italiani vorranno tollerare silenziosamente che venga distrutto il futuro dei loro figli? Per quanto tempo ancora la gente del sud aspetterà di guardare in silenzio, di essere insultata da chi dovrebbe rappresentare tutto il paese? Per quanto tempo accetteranno di tollerare le battute di Bossi che tratta con estrema superficialità la questione degli immigrati, mentre i sindaci si trovano a far fronte senza messi e risorse ad un problema serio? Per quanto tempo i giovani tollereranno che una classe politica sclerotica ed ormai vecchia, che non sa che cosa significa dover lottare per sopravvivere, tracci le regole del gioco? Sono tutte domande che non possiamo non porci dinanzi all’avanzare di problemi e questioni che richiedono risposte immediate, di un governo che decida con responsabilità.

Gli italiani non hanno bisogno delle battute prive spesso di fondamento dei rappresentanti della maggioranza.

Come può un leader come Bossi incarnare i bisogni di un paese, quando se ne esce con battute del tipo: “immigrati fuori dalle balle!”.

Siamo non solo al becero populismo, ma ad una caduta di stile senza precedenti che lascia irrisolti i problemi e che soprattutto spacca ancora di più il paese. Quasi a dire che il problema degli immigrati al Nord non interessa.

Gli italiani si trovano a far fronte alla benzina, alla luce, al gas che aumenta, ed ancora sui giornali si parla del caso Ruby, dei problemi personali del premier. Sulla Sicilia pesa un’ondata di immigrati senza precedenti e l’efficiente Presidente del Consiglio invece di mobilitare rapidamente risorse ed uomini si limita a fare una capatina a Lampedusa.

L’Italia sta vivendo un momento storico difficilissimo e la consapevolezza comune è che c’è bisogno di una classe politica che difatti non c’è. C’è un grande bisogno in questo paese della politica con la “P” maiuscola, di un risveglio sociale, di un rinnovamento veloce, ma la drammatica realtà è che siamo nel pantano e non ne usciamo.

Non si vede purtroppo l’uscita dal tunnel. Il teatrino della politica tiene banco ogni giorno con colpi di scena sempre diversi e nulla purtroppo muta. Gli italiani sono sempre più soli con i loro problemi ed hanno sempre più coscienza che lo stato non c’è, perché è impegnato a fare altro. Cosa non si sa o semplicemente lo si può immaginare.

Francesco Capaldo

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