Ancora nessuna notizia di Maurizio Russo ma dopo il nulla osta dato dal magistrato sono scattati, intanto i controlli riguardanti l’acquisizione del traffico telefonico in entrata ed uscita delle utenze utilizzate dall’imprenditore taorminese scomparso giovedì 24 marzo nella zona di Piedimonte. Potrebbe arrivare da qui una svolta per dare quantomeno una direzione alle indagini, sinora rivelatesi molto complicate, sulla sorte dell’appaltatore. Si tratta di un primo significativo bivio al quale stanno arrivando le ricerche del 41 enne attorno al quale è calato un silenzio tanto inquietante quanto, all’apparenza, inespugnabile.

Alle ore 19 del 24 marzo, ricordiamo, è arrivata la telefonata negli uffici di Russo da parte della persona che l’imprenditore avrebbe dovuto incontrare alle 15.30 a Pasteria, frazione di Calatabiano. Quindi il tentativo della moglie di rintracciarlo e i due telefoni che però erano già non raggiungibili.

A questo punto c’è da chiedersi quando sono stati staccati i telefoni di Maurizio? Da quanto tempo prima delle 19 i cellulari non erano più raggiungibili?

Ma soprattutto quale cella telefonica – e dunque localizzata dove precisamente- ha agganciato per l’ultima volta il segnale dei telefoni di Maurizio?

A questi ed altri interrogativi potrà dare una risposta soltanto l’esito dell’esame dei tabulati telefonici che stanno svolgendo i Carabinieri di Taormina. C’è stretto riserbo sulle indagini della Compagnia dei Cc, che però non si esclude possano far registrare i primi sviluppi già nelle prossime ore.

Sin qui l’ultimo avvistamento di Maurizio Russo si attesta intorno alle 15.05 /15.10 a Piedimonte, dove un collaboratore lo ha notato all’interno del suo furgone  Volkswagen Caddy, grigio verde, targa DY428CM.

Anche in questo caso solo i tabulati potranno dare conferme o meno sugli orari e le dinamiche di quel maledetto pomeriggio.

E’ inevitabile che l’attenzione degli inquirenti si andrà  a soffermare, nel dettaglio, su tutte le telefonate fatte o ricevute da Russo il 24 marzo, mattina e pomeriggio.

Maurizio ha parlato al telefono con qualcuno che gli ha chiesto un incontro che non era in previsione? E se così fosse, perchè? Bisognerebbe presupporre che questo presunto incontro sia stato fissato dopo che Russo esce di casa, e nel periodo immediatamente antecedente o successivo all’avvistamento delle 15.05.

Di certo c’è che alla moglie Loredana risulta fosse previsto, nell’agenda di Maurizio, quell’appuntamento delle 15.30, con una persona che, tuttavia, risulta estranea a qualsiasi sospetto e per altro la stessa che alle 19 ha chiamato gli uffici di Russo.

Il crocevia delle indagini coinciderà, giocoforza, con l’accertamento del traffico telefonico ed in primis dei tracciati contestualizzati tra le 14.30 – quando Russo esce di casa – e le 15.05, orario dell’ultimo avvistamento.

Da notare, infine, che la zona in cui si trovava Russo quel pomeriggio, com’è noto, non risulta coperta in modo ottimale dal segnale telefonico. Da quelle parti, nell’etneo, in vari tratti, non c’è campo e ciò significa che una ricezione debole o assente non lascia molti margini di manovra per chiamare o ricevere telefonate.  Quindi ciò potrebbe incidere sul quantitativo di telefonate presente sui tabulati, limitando il numero di utenze da controllare.

Ipotesi, per il momento si possono fare soltanto quelle. Continuando a sperare che Maurizio possa tornare a casa e che qualcuno lo abbia visto.

Chiunque ritenga di avere notizie utili al ritrovamento di Maurizio Russo – ricordiamo – può rivolgersi anche in via strettamente anonima al 112 e a tutti i numeri delle Forze dell’Ordine.

Se qualcuno sa, ma sinora preferisce tacere, è il momento di rompere il muro del silenzio. Subito, senza indugi e senza paura. C’è una famiglia in attesa di notizie.

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