Otto anni dopo la sua unica apparizione, da imputato, Silvio Berlusconi si è presentato al Tribunale di Milano per l’udienza del processo Mediatrade. Niente dirette, niente interventi in aula: si tratta infatti di un’udienza tecnica e preliminare, che si svolge a porte chiuse e che deve semplicemente stabilire il «percorso» del processo. Il premier è imputato insieme ad altre 11 persone tra le quali il figlio Piersilvio e l’amministratore delegato di Mediaset, Fedele Confalonieri in una vicenda che riguarda i diritti tv del gruppo Mediaset.

Nulla a che vedere con le vicende più recenti, in particolare il caso Ruby, la cui prima udienza è programmata per il 6 aprile. I giornalisti non possono accedere al corridoio che porta all’aula 9 dove si terrà l’udienza. Anche all’ingresso del palazzo di giustizia i controlli sono più accurati, non possono entrare telecamere e macchine fotografiche

Intanto il passa parola e gli sms di «convocazione» hanno portato davanti a Palazzo di Giustizia un folto gruppo di militanti del Pdl radunati dal coordinatore regionale del partito Mario Mantovani a formare un vero e proprio presidio di sostegno al premier.

Giustizia in tribunale e Giustizia in Parlamento. Alla Camera viene messo in discussione proprio lunedì il disegno di legge sulla prescrizione breve, mentre martedì ci dovrebbe essere il secondo pronunciamento (questa volta della Giunta per il Regolamento) sul conflitto di attribuzione sollevato per l’inchiesta milanese sul caso Ruby.

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