Ci sono fasi storiche in cui gli stati smarriscono qualunque capacità di rinnovamento, e dove l’unica alternativa sembra un brusco ritorno indietro. Dopo che per decenni si è parlato di pace, e che sotto parole quali “libertà” e “diritti umani” si sono celate finte idee pacifisti, ora ecco spuntare all’orizzonte da quell’Europa democratica e “liberale” una nuova grande minaccia. Né Sarkozy né Cameron nascondono ai loro cittadini le loro intenzioni.  Non hanno bisogno di celare dietro l’immagine della “guerra santa” l’attacco alla Libia. In un’Europa dove ormai si è fatto strada il principio “mors tua vita mea” non c’è più bisogno di far passare per guerra giusta una missione militare, che è solo motivata dalla volontà di mettere le mani sulle risorse libiche. Gli inglesi ed i francesi hanno tirato senza molte esitazioni la testa fuori dal sacco ed hanno deciso di mostrare agli stati europei i muscoli.  Un’alleanza chiara e netta quella tra la Francia e l’Inghilterra, che vogliono ritornare a giocare nel Mediterraneo una  posizione di forza. Mentre l’Italia era distratta dai vari “bunga-bunga” e dalle varie sceneggiate della nostra classe politica, inglesi e francesi si sono organizzati per uscire dalla crisi ed hanno deciso di farlo con la guerra. Poco importa se l’Italia sarà invasa dagli immigrati o se pagherà il prezzo più alto di questa campagna libica. La politica guerrafondaia inglese e francese, anche se ai più sembra giusta, perché commossi dallo sterminio di civili operato da Gheddafi, in realtà avrà come vittima proprio il nostro paese, che si vedrà soppiantato da due potenze che poca considerazione hanno dell’Italia e che la reputano quasi nulla sul piano internazionale.

I danni anche se la guerra non è ancora finita già si intravedono. Mentre domani francesi e inglesi a Londra si ritroveranno per definire un nuovo inizio per la Libia, a Lampedusa arrivano ora dopo ora barconi di immigrati e la situazione diventa sempre più insostenibile e pesante.  Già si prospettano scontri e lotte e soprattutto nuovi disagi, che saranno pagati soprattutto dal Mezzogiorno. Una nuova Europa purtroppo si appresta ad uscire dalla guerra in Libia.

Un’Europa schiacciata sull’asse franco-inglese e soprattutto reazionaria e decisa a chiudere non più le questioni internazionali con la forza della diplomazia, ma con quella delle armi.

E gli inglesi ed i francesi hanno trovato gioco facile nell’assenza in Italia di una classe dirigente autorevole e capace di contrastarli e di far pesare nel Mediterraneo e sullo scacchiere europeo ed internazionale il proprio peso.

Di questo ha dimostrato grande consapevolezza il Papa, che nell’esprimere la sua preoccupazione per ciò che sta avvenendo in Libia ha colto la gravità della situazione.  Francia ed Inghilterra, infatti, approfittando della debolezza dell’Unione Europea, hanno assunto una linea autonomistica  e c’è da pensare che dopo la Libia altri focolai a breve si apriranno nel Mediterraneo.

Ora che gli inglesi ed i francesi hanno ritrovato l’antica voracità conquistatrice di un tempo e, se usciranno vincitori dalla campagna in Libia, chi potrà fermarli? Un inquietante futuro si prospetta alle porte.

E l’Italia che da lungo tempo sopita dalla demagogia di cattivi politici riposa sugli allori, quando si desterà? Speriamo che lo faccia presto e prima di essere schiacciata dai guerrafondai francesi ed inglesi!

Francesco Capaldo

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