Pandemonio totale a Lampedusa, dove in queste ore è in corso una rivolta anti-migranti. Gli sbarchi non si fermano (nelle ultime 24 ore sono arrivati quasi duemila nordafricani) e i residenti si dicono infuriati e impauriti, sentendosi sotto assedio per la presenza di migliaia di tunisini. Diversi pescatori hanno bloccato con le loro barche l’ingresso del porto e anche l’uscita di unità navali. Sull’isola ci sono poi i blocchi stradali, con massi, cassonetti rovesciati e materiale di vario tipo collocati sulle strade che non consentono il passaggio a nessuno, mezzi di soccorso compresi. Diversi cittadini indossano le mascherine: «Qui è tutto sporco, ci sono ovunque immigrati e abbiamo paura anche di contagi e malattie». A Lampedusa sono attesi gli ispettori del ministero della Salute per controllare lo stato igienico-sanitario dell’isola.

A tal riguardo, comunque, l’Oms assicura che al momento non ci sono rischi specifici di epidemie, né sono state segnalate particolari infezioni. Prosegue, nel frattempo, il trasferimento degli extracomunitari verso i altri centri d’accoglienza sparsi in tutto il territorio nazionale.

Entro mercoledì inoltre, come hanno annunciato il ministro Roberto Maroni e il commissario per l’emergenza immigrati, prefetto Giuseppe Caruso, l’isola agrigentina sarà evacuata grazie all’intervento di sei navi, con una capienza totale di circa diecimila posti. Proprio mercoledì il piano di svuotamento dell’isola sarà oggetto di un Consiglio dei ministri straordinario.

A far scattare il presidio al porto è stato un gruppo di lampedusane arrabbiate per le critiche rivolte loro da Vincenzo D’Ancona, presidente del Consiglio comunale.

Durante l’assemblea del comitato delle donne, alla presenza del governatore siciliano, Raffaele Lombardo, D’Ancona ha detto alle donne: «Siete bestie».

Nell’aula si è sfiorata la rissa e alcune partecipanti hanno anche pianto per la rabbia. Subito dopo i pescatori hanno trainato quattro barconi usati dai migranti e sequestrati e li hanno posizionati all’ingresso del porto. Dal molo una cinquantina di donne invitava altri uomini a partecipare alla protesta.

Altissima tensione sulla banchina. In mattinata alcune donne si erano addirittura incatenate contro il sovraffollamento dell’isola

 

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