La nomina del neo ministro all’Agricoltura Saverio Romano, continua a far discutere. C’è un gran fermento, sull’asse Roma-Palermo, perchè almeno per il momento, non è stato archiviato il procedimento giudiziario che lo vede indagato per corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa. Romano si dice tranquillo rispetto all’ipotesi che la Procura di Palermo chieda alla Camera l’autorizzazione all’utilizzo di alcune intercettazioni che vedrebbero coinvolto anche Massimo Ciancimino. Ma Romano nega: “Mai preso un caffè con lui, avrò scambiato buongiorno e buonasera all’aeroporto. Lo stesso Ciancimino l’ha confermato in un’intervista”.

Le intercettazioni, ribadisce il ministro, “siano pure utilizzate, se esistono davvero”. Romano conferma però di conoscere Gianni Lapis, un presunto prestanome di Ciancimino, che era presidente dell’Ircac.

Il ministro ritorna poi anche sulle riserve che il capo dello Stato Giorgio Napolitano aveva sollevato rispetto alla sua nomina alle politiche agricole: “sono un uomo delle istituzioni e rispetto le istituzioni. Mi spiace davvero per il malinteso che ci può essere stato con il Quirinale. Faccio mio l’auspicio del presidente della Repubblica, che la vicenda venga chiarita in tempi celeri”.

© Riproduzione Riservata

Commenti