La Sicilia è allo stremo, ma il governo finge di non accorgersene. La presenza dei migranti che arrivano in massa sta mettendo duramente alla prova la capacità di sopportazione di gente, per loro natura pacifica e votata all’accoglienza. In mille stamattina a Mineo hanno protestato contro la politica del Governo, che hanno esposto un cartello molto significativo: “A noi i tunisini, al Nord la Bossi-Fini”. Una politica dissennata che ha lasciato il Sud in uno stato di privazione e di abbandono senza fine, e che oggi per circostanze di natura internazionale  è giunta ad un punto di saturazione. E soprattutto come ha precisato il sindaco di Mineo stamattina non si tratta di una protesta contro gli immigrati, ma per la sicurezza. Gli effetti di una guerra nata dal fallimento dell’azione diplomatica cominciano drammaticamente a farsi sentire. E soprattutto si sente il peso anche della politica del Governo, che ha solo drasticamente evidenziato le differenze, accentuandole, tra nord e sud del paese.

E questo su tutti i fronti. Dalle politiche per l’immigrazione a quelle per l’agricoltura e per la scuola. Un governo delle differenze, che inevitabilmente stanno emergendo ora che dagli stati del Maghreb arrivano ogni giorno nuovi barconi con clandestini e fuggiaschi.

Una situazione insopportabile che richiederebbe un intervento più massiccio e soprattutto che il Governo la smettesse di portare avanti una politica xenofoba e mettesse in campo una seria strategia per far fronte ad una situazione che ha concorso a determinare, facendo guerra alla Libia.

Il Presidente della Camera qualche giorno fa accennando alla situazione degli stati del Maghreb e della Libia, parlava di svolta epocale. Mai parole forse sono state così vere. Mentre l’Italia si barcamena tra le posizioni xenofobe della Lega, tra le indecisioni del Presidente del Consiglio che prima dice “sì” alla guerra e poi si rammarica per il suo amico Gheddafi; tra quelle camaleontiche del PD che in cerca di un’intesa col carroccio ha votato anche il Federalismo  e ha dato una mano al Governo per l’intervento in Libia; mentre l’Italia dei partitini, dei campanili e della mediocrità politica la fa da padrone, il mondo va avanti.

La storia continua inesorabile il suo percorso ed è sempre più forte il timore che ci colga drammaticamente impreparati a dare risposte, che siano all’altezza dei tempi.

Francesco Capaldo

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