Non si ferma la battaglia in Libia. Le forze antigovernative hanno riconquistato la strategica città di Brega, nella Libia orientale, e successivamente avanzando verso ovest, hanno raggiunto Uqayla, prima di conquistare il principale terminal petrolifero libico di Ras Lanuf.

Con l’arrivo poi dei ribelli a Ben Jawad, tornano sotto il loro controllo tutti i maggiori terminal petroliferi del settore orientale della Libia (Es Sider, Ras Lanuf, Brega, Zueitina e Tobruk).

I ribelli libici si dicono inoltre pronti a esportare petrolio «in meno di una settimana» e in grado di produrre «dai 100.000 ai 130.000 barili al giorno» ha annunciato un portavoce, dopo la conquista degli impianti e dei terminal a sud di Bengasi.

Le truppe fedeli a Gheddafi sono state inoltre costrette ad abbandonare Sirte, la città natale del Colonnello. Venti veicoli delle formazioni lealiste, inclusi alcuni dotati di batterie antiaeree, sono stati viste lasciare il campo e procedere alla volta di Tripoli. Secondo un reporter di Reuters, al seguito del convoglio militare si sono accodate auto civili che trasportano famiglie cariche di tutti i beni che hanno potuto portare vie dalle loro case.

I ribelli del Consiglio Nazionale Transitorio di Bengasi, inebriati dalla cattura di Ajdabiya, hanno proseguito verso ovest strappando più territorio possibile ai fedelissimi del Colonnello. Fonti dei ribelli hanno però detto che per la notte intendono accamparsi a Nufilia, a circa 50 km da Sirte, dove i soldati di Gheddafi si stanno trincerando per affrontarli. Prima di avanzare attendono l’intervento degli aerei della coalizione, rivelatisi determinanti nei loro successi degli ultimi giorni. A Misurata, invece, le forze di Gheddafi avrebbero preso il controllo del Palazzo del popolo, dispiegando cecchini sui tetti, e hanno in mano il 60% della città.

Il regime libico è intanto tornato a chiedere il cessate-il-fuoco e una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu. A Tripoli, il portavoce del governo, Mussa Ibrahim, ha detto che gli attacchi aerei della coalizione hanno ucciso soldati e civili lungo la strada tra Ajdabiya e Sirte: «I raid aerei continuano a pieno ritmo. Stiamo perdendo molte vite, soldati e civili», ha detto e ha rinnovato il suo appello alla tregua e a una riunione urgente al Palazzo di Vetro.

In effetti i raid, lanciati dalla coalizione occidentale per proteggere i civili, stanno effettivamente spostando l’equilibrio di potere sul terreno e sabato notte sono proseguiti senza sosta. I caccia francesi hanno anche distrutto almeno cinque aerei e due elicotteri delle forze lealiste nelle regioni di Zindan e Misurata.

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