Barack Obama annuncia: “abbiamo fermato le truppe di Gheddafi”, ma avverte che “gli Stati Uniti non possono, e non devono, intervenire ogni volta che c’è una crisi in una parte del mondo”. Lo ha detto il presidente americano nel suo discorso settimanale. “Credo fermamente – ha aggiunto – che quando innocenti sono brutalizzati, quando qualcuno come Gheddafi minaccia un bagno di sangue e quando la comunità internazionale è preparata ad agire insieme, è nel nostro interesse nazionale agire. È nostra responsabilità. E questo», in Libia, «è uno di questi momenti». In ogni caso, per il capo della Casa Bianca, la missione in Libia è «chiara, mirata e sulla via del successo”. Questo sforzo militare è parte di una nostra più ampia strategia per sostenere il popolo libico e far rispondere il regime di Gheddafi delle sue responsabilità» ha anche sottolineato Obama. Che ha aggiunto: «Il nostro messaggio è chiaro e deciso. Gli attacchi di Gheddafi contro i civili devono fermarsi. Le sue forze devono ritirarsi. Chi ha bisogno deve poter avere accesso all’assistenza umanitaria. I responsabili delle violenze devono essere chiamati a risponderne. Muhammar Gheddafi ha perso la fiducia del suo popolo e la legittimità necessaria a governare e le aspirazioni del popolo libico devono essere realizzate».

Nel frattempo la Russia, che fin dall’inizio ha assunto una posizione critica sull’intervento militare, ha fatto sapere che lLa Nato non potrà contare su un sostengo di Mosca nel caso di una operazione di terra in Libia, che rappresenterebbe «una forma di occupazione del Paese». Lo ha detto il rappresentante russo presso la Nato Dmitri Rogozin.

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