Ancora una volta Napolitano si schiera a favore della guerra in Libia e prende sulle sue spalle le responsabilità del fronte interventista italiano. Con queste parole il Presidente dalla Repubblica commenta all’assemblea generale dell’Onu l’intervento militare: “Il mondo non poteva assistere senza reagire alle molte vittime e alle distruzioni massicce inflitte dal leader libico alla sua stessa popolazione.

Il capitolo 7 della carta delle Nazioni Unite contempla specificamente l’uso della forza per mantenere la pace e la sicurezza internazionale”. Per Napolitano infatti l’intervento militare è una condizione per mantenere viva la democrazia. Anche se è indubbio che l’Onu non poteva stare a guardare molto c’è da dire sulle modalità che hanno mosso gli alleati ad intervenire. Nelle affermazioni del Presidente sembra che ci sia solo una volontà implicita di legittimare sul piano formale la guerra in Libia, ma manca un’analisi di quella che è l’attuale situazione politica.

Sembra che  a Napolitano sfuggano, accecato quasi da una volontà interventista  le vere motivazioni del conflitto. Nessuno nega che bisogna intervenire per fermare Gheddafi; ma questo andava fatto impedendo ad americani, francesi ed inglesi di farne una campagna per una nuova egemonia sul Mediterraneo.

Sembra che quasi nella linea del Presidente della Repubblica ci sia la volontà indiretta di nascondere la polvere sotto il tappeto e di celare le colpe tutte italiane relativamente alla crisi libica. Se la politica estera italiana fosse stata più attenta  e vigile a ciò che stava avvenendo nel Mediterraneo e, se fosse stato mantenuto ben distinto il piano della politica da quello dell’economia, probabilmente oggi il quadro socio-economico sarebbe diverso.

Se gli interessi economici non avessero accecato la nostra classe politica, che quasi ha finto di non accorgersi di avere a che fare con un dittatore, probabilmente avrebbe potuto più facilmente prenderne le distanze quando in Libia si sono verificati i primi disordini e, così avrebbe anche potuto impedire che francesi e inglesi intervenissero nella questione libica al nostro posto.

Se la nostra immagine come paese non fosse stata discreditata da scandali vari e, se invece di logorarci in un’estenuante lotta tra magistratura e politica ci fossimo invece    occupati della politica estera, molto si sarebbe potuto fare per prevenire la crisi libica e per intervenire al momento giusto con le armi della diplomazia.

Nonostante il Presidente della Repubblica tenti di convincerci che l’azione interventista fosse l’unica possibile, da quanto sta accadendo in queste ore ci convinciamo che l’Italia quasi in maniera masochistica ci è imbarcata senza una cauta riflessione in una guerra che non la porterà da nessuna parte.

I francesi e gli inglesi hanno già dimostrato di non tenere affatto in considerazione la collaborazione italiana. Ai nostri “alleati” interessava solo avere l’occasione per poter intervenire militarmente nel Mediterraneo. E l’hanno avuta. Quando avranno finalmente messo le mani sulla Libia, ci rigeleranno in una posizione subalterna  e saremo costretti non più a trattare con Gheddafi, ma con loro.

Ed il prezzo per la nostra economia sarà altissimo.

Dinanzi a queste considerazioni ci riesce difficile prestare fede alle parole di Napolitano. Ci sembra che l’azione italiana sia orientata da cieca miopia politica. È mai possibile, ci domandiamo, che l’azione politica possa essere orientata solo sulla  questione umanitaria? E l’intervento militare ha fatto meno morti di quanti ne aveva già fatti Gheddafi? Purtroppo tutti sappiamo che non è così. Ai morti fatti dal dittatore si sono aggiunti quelli degli alleati.

Ad una questione umanitaria se ne è aggiunta un’altra. Ancora più drammatica e di cui sentiamo il peso sulle nostre coste. Ed il quadro politico non è migliorato, ma è solo peggiorato innescando un processo che non sappiamo dove ci porterà. Su questo più che sulla labile illusione di poter esportare la democrazia con la forza delle armi, dovremmo riflettere!

Francesco Capaldo

© Riproduzione Riservata

Commenti